Alessandro Fiori

Buskers Festival - Longlake

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Un genio al servizio del popolo... un cantastorie moderno che con un’inteligenza affilata riesce ad intrattenere le platee, divertendole con le sue storie spesso al limite del pazzesco e del surreale. 

Alessandro Fiori rappresenta senz’altro quanto di più personale ed unico la nuova scena cantautorale Italiana possa oggi vantare.Attingendo a piene mani dalla tradizione meno allineata degli anni 60 e 70 (Jannacci di ”Giovanni Telegrafista”, Piero Ciampi, il primo Lucio Dalla, Ivan Graziani,Cochi e Renato al tempo de ”il poeta e il contadino) Alessandro Fiori è riuscito a elaborare un nuovo linguaggio fatto a volte di caustica poesia urbana incastonata in improbabili scenari visionari e naif, che lo vedono come un poeta/menestrello capace di rapire i sentimenti della gente grazie alla sua disarmante genuinità;la genuinità con cui Alessandro riesce a parlare di se e del mondo che i suoi occhi vedono, raccontando storie quotidiane infarcendole di colorata psichedelia linguistica irresistibile e contagiosa.

Un genio al servizio del popolo…un cantastorie moderno che con un’inteligenza affilata riesce ad intrattenere le platee,divertendole con le sue storie spesso al limite del pazzesco e del surreale.

Se “Attento a me stesso” (il suo primo disco solista Urtovox – 2010) era il disco del ”moto a luogo” (“ho un bilocale e vado a cercare…” “me ne vado affanculo tutto da solo…” solo per fare due esempi) “Questo dolce museo” (Urtovox – 2012) è disco dello ”stato in luogo”, in cui ci si ferma per tirare le somme. E il museo dove sostare può essere qualsiasi cosa: una casa, un’auto, la memoria, un corpo, una famiglia, un paese, un ideale, un letto.. il tutto esposto in canzoni crudamente delicate, silenziose, forse addirittura orfane di un autore che lavorava con un vibrante ed inedito distacco, dedito com’era,anima e corpo , qualcosa di più grande di lui, ad una nuova vita, a sua figlia. 

“Questo dolce museo” è il secondo passo per Fiori nell’esperienza da solista che, dopo l’uscita dai Mariposa, si fa ancora più centrale nella sua carriera di musicista.  L’album è dedicato a Sandro Neri, amico aretino morto di alcool all’inizio del 2010.