Contro le guerre le "paci"

Conferenza con il Dott. Peter Praxmarer

Quando e Dove

Prezzo

Evento Gratuito

Promotori

IUFFP Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale
via Besso 84/86
6900 Lugano
+41 (0)58 458 25 77
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www.iuffp.swiss

Extra

Relatore: Dott. Peter Praxmarer, docente presso l'USI e diversi atenei europei.Organizza IUFFP Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale, nell'ambito di Incontri in Mediateca

 

Immagine: Flickr.com - Jayel Aheram

Negli ultimi 100 anni le guerre, in quanto forme ed esercizi di violenza armata organizzata, sono cambiate notevolmente: sempre meno guerre fra stati, sempre più guerre civili; sempre meno morti in uniforme, sempre più vittime civili - e quasi sempre in ciò che una volta si chiamava il Terzo Mondo o in territori fuori dell'Europa occidentale. Sono cambiate anche le motivazioni per ricorrere alla violenza: mentre interessi strategici e geopolitici esistono tuttora per alcuni stati, molte guerre vengono intraprese per il controllo di risorse naturali, mentre la più nefasta forma di guerra è quella della violenza identitaria esercitata in nome di una spesso fasulla identità nazionale, etnica o religiosa.

Sono cambiati anche le armi con cui si combattono le guerre: mentre la violenza diretta corpo a corpo esiste ancora e si espande, le nuovissime forme di violenza armata indiretta, con i loro devastanti effetti e danni collaterali, vengono attivate elettronicamente a miglia di chilometri di distanza e seguiti sullo schermo di un computer. E infine, sono cambiate anche l'intensità (ogni conflitto è tendenzialmente una guerra totale) la durata e l'estensione dei conflitti armati - ognuno dei qualii produce migliaia e migliaia di rifugiati interni e internazionali, per non parlare dei danni sull'ambiente globale. Tutti questi cambiamenti hanno modificato anche l'antidoto contro la guerra: la pace. Anzi, conviene di parlare di "paci" al plurale, così come per le guerre.

Quali sono le corrette analisi di queste nuove guerre contemporanee? Quali sono le risposte innovative e creative per prevenire, risolvere e trasformare i conflitti armati? Qual è il ruolo della società civile, delle organizzazioni non-governative, "degli uomini e delle donne di buona volontà" in tutto questo?