L'annuncio a Maria

Wor(l)ds Festival - LongLake

Quando e Dove

Prezzo

Ticket: CHF 10.-
Amici LongLake: CHF 5.-

Promotori

Dicastero Cultura, Sport ed Eventi - Divisione eventi e congressi
Via Trevano 55
6900 Lugano
+41 (0)58 866 48 00
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“L'annuncio a Maria” è un testo controverso: la passione quasi febbrile con la quale molti vi si sono accostati nel Novecento ha contributo all'aura del testo, ma ne ha al contempo cristallizzato i contenuti, le interpretazioni, le suggestioni culturali.

“L'annuncio a Maria” è un testo controverso: la passione quasi febbrile con la quale molti vi si sono accostati nel Novecento ha contributo all'aura del testo, ma ne ha al contempo cristallizzato i contenuti, le interpretazioni, le suggestioni culturali. Dentro a una teca di cristallo, lo ha imbalsamato ed esposto.

Leggere con un distacco culturale e temporale questa drammaturgia consente oggi, forse, di ottenere un risultato sorprendente: più ci distanziamo dalla sedimentazione, e più ci appaiono veri e vicini i personaggi del testo. Questa verità, fatta di contraddizioni, emerge in particolare nelle figure più provocatorie del dramma, quelle il cui comportamento è leggibile alla luce di categorie che stanno al di fuori e oltre l'umano.

Infatti Violaine, Anne Vercors, Pierre di Craon, se privati della loro dimensione - per così dire - “verticale”, ci risultano dolorosamente incongruenti. Scelgono, in contrapposizione agli altri personaggi del dramma, una strada rischiosissima che appare di difficile da comprensione ai più.

Ma proprio questa loro “incomprensibilità” è quanto di più contemporaneo ci possa essere: una non-commensurabilità che sfida il senso comune e genera in noi un doloroso presagio nel quale specchiamo la nostra incompiutezza, e quindi noi stessi disperati, indefiniti, imperfetti.

Non serve altro per convincerci che “L'annuncio a Maria” debba essere affrontato come un testo umanissimo: la vicenda della giovane Violaine Vercors, che contrae la lebbra con un bacio casto dato all'uomo che sta per perdere per sempre, e accetta (e sceglie...) il misterioso percorso di sofferenza che le si spalanca davanti dopo essere stata ripudiata dal suo promesso sposo Jacques, è soprattutto una storia d'amore...

Una storia così umana da suggerire quella spaccatura dell'animo dietro la quale possiamo scorgere la complessità dell'uomo che spaventa e destabilizza.

Sono questi i sentimenti che pervadono il “medioevo di convenzione” nel quale l'autore ambienta la sua narrazione, un tempo di incertezza, oscurità e spaesamento che non può non ricordare la nostra contemporaneità. Un tempo che abbiamo immaginato senza luce, un mondo nel quale il sole tarda a sorgere, e la notte persiste al di là di ogni ragionevole alternanza con il giorno.

Ci resta una luce piccola e fioca, quella delle stelle, alle quali dobbiamo tenacemente voler credere... Destabilizzazione, incomunicabilità, incommensurabilità, ma anche speranza: questa la straordinaria eredità che ci lascia Paul Claudel a oltre un secolo dalla scrittura di questo testo. Specchio del Novecento e, oltre il Novecento, specchio nostro.  

Con: Matteo Bonanni, Alessandro Conte, Federica D'Angelo, Ksenija Martinovic, Paola Romanò, Antonio Rosti

Scene e aiuto regia Francesca Barattini costumi Marco Ferrara
Disegno luci Fabrizio Visconti
Con le musiche originali di P.I.G.
Assistente di compagnia Federica D'Angelo

Produzione e organizzazione Carlo Grassi
Un progetto di: Gabriele Allevi, Paolo Bignamini, Luca Doninelli, Claudio Martino

Si ringraziano: Annig Raimondi e Pacta.dei Teatri; Maria Calvo (violoncello) e Roberto Andreoni (consulenza musicale); www.i-mesh.eu.