Progetto J.S. Bach

Plus Festival - LongLake

Quando e Dove

Prezzo

I categoria: 20.- (soci Ass. Musica in Chiesa 10.-)
II categoria: 10.- (soci Ass. Musica in Chiesa 5.-)
Amici dell’Associazione e giovani fino a 16 anni: entrata gratuita

Promotori

Davide Fior
6900 Lugano
[email protected]

Il progetto prevede l'esecuzione di due grandi capolavori di Johann Sebastian Bach: il mottetto Jesu meine Freude BWV 227 e la cantata Christ lag in Todesbanden BWV 4; completa il programma la terza delle Sei sinfonie a cinque, in la maggiore, op.2, di Tommaso Albinoni.

Il progetto prevede l’esecuzione di due grandi capolavori di Johann Sebastian Bach: il mottetto Jesu meine Freude BWV 227 e la cantata Christ lag in Todesbanden BWV 4; completa il programma la terza delle Sei sinfonie a cinque, in la maggiore, op.2, di Tommaso Albinoni.

A realizzare il concerto sono invitati specialisti del repertorio barocco come l’ensemble su strumenti antichi Il Falcone, il Coro da Camera di Varese e i solisti Ewa Josephine, Mya Fracassini, Massimo Lombardi e Gianluca Buratto. Tutte personalità artistiche che il direttore Davide Fior ha avuto modo di conoscere in diverse occasioni, avendo l’opportunità e il piacere di lavorare insieme.

Il progetto prevede un doppio appuntamento alla Chiesa evangelica riformata di Lugano per la domenica 12 luglio 2015: una prima esecuzione di estratti del programma all’interno del culto domenicale; e una seconda (integrale) in forma di concerto, inserito nella rassegna concertistica Musica in Chiesa e nel Festival Longlake della Città di Lugano.


Il programma

Due capolavori di Johann Sebastian Bach, due composizioni che guardano nel vivo alla morte e alla resurrezione, alla gioia che l’avvenimento cristiano porta nell’intero creato. E’ questo il cuore pulsante di un programma che prevede l’esecuzione del mottetto Jesu meine Freude BWV 227 e la cantata Christ lag in Todesbanden BWV 4. Bach però ci parla di questa gioia in modo particolare.

Siamo a Mühlhausen in Turingia, il nostro giovane Bach ha ventidue anni quando tenta di ottenere il posto di organista per la chiesa di San Blasio. Una delle composizioni che porta alla sua audizione sembra proprio essere stata Christ lag in Todesbanden, cantata sul testo integrale della sequenza pasquale Victimae paschali laudes, nella sua traduzione in tedesco. Organico minimo, solo quartetto d’archi e basso continuo più coro e quattro solisti, una rarità nel catalogo delle cantate bachiane. La trovò senz’altro una cantata ben riuscita, se dicassette anni dopo riprenderà quella partitura e la riproporrà con pochissime modifiche a Lipsia, ci aggiungerà un cornetto e tre tromboni a raddoppiare il coro (altra particolarità, il cornetto era uno strumento già piuttosto in disuso) e sostituirà l’ultimo verso (di cui la musica della prima versione è andata persa, probabilmente veniva ripetuto il primo coro) con un corale, in linea con le altre cantate.

Siamo di fronte a un inno al contrappunto che guarda più alla grande tradizione rinascimentale e barocca che al nascente melodismo italiano, che pur influenzerà Bach negli anni successivi. Scrittura rigorosa, imponente nella sua semplicità, ricca di sfumature descrittive, quasi descrizione di affetti da teatro secentesco, uso importante del cantus firmus nella trama musicale: sono gli elementi che Bach col suo genio mescola nelle giuste proporzioni per ottenere una composizione unica e meravigliosa.

Una cosa accomuna la cantata Christ lag in Todesbanden con il mottetto Jesu meine Freude: abbiamo detto entrambe composizioni che si riferiscono alla morte e alla gioia della resurrezione, la prima nell’occasione pasquale, la seconda per un funerale, ma entrambe composizioni in tonalità minore, più esattamente di mi minore. Siamo dunque lontani dai colori scoppiettanti di uno Singet dem Herrn (mottetto BWV 225) o di un Herrscher des Himmels (terza cantata dell’oratorio di Natale); l’occasione è solenne e porta con sé certo gioia, ma altresì mistero e contemplazione.

Jesu meine Freude è il più lungo dei mottetti di Bach, l’unico scritto per cinque voci. Siamo nel 1723, dunque l’anno precedente a quello in cui Bach riprenderà in mano Christ lag in Todesbanden per riproporla a Lipsia. Il testo è piuttosto lungo e si basa su un’alternanza di un testo secentesco di Johann Frank e di estratti della paolina lettera ai Romani, a formare una sequenza di ben undici movimenti, in cui Bach gioca con l’organico (usando delle cinque voci a volte solo le tre superiori, a volte le tre inferiori, a volte tre voci con cantus firmus, a volte quattro voci) e con il tipo di scrittura musicale, dal corale alla fuga, passando per strutture ibride come i fugati o come il bellissimo Gute Nacht, o Wesen, duetto di due soprani con basso ostinato (curiosamente eseguito da una terza parte vocale, quella del tenore) più cantus firmus del contralto. Anche in questo mottetto non passa inosservato l’uso di stilemi musicali quasi madrigalistici, che arricchiscono la già ampia palette di colori che Bach magistralmente usa.

Per completare il programma spaziamo oltre Bach, ma senza da lui distaccarci, perché l’autore è uno di quelli che ritroviamo nella sua biblioteca, uno di quelli che Bach ha studiato, eseguito, riarrangiato: stiamo parlando di Tommaso Albinoni, grande esponente del barocco veneziano, sostanzialmente suo coevo. Un grande personaggio, dedito più alla composizione che alla esecuzione, un grande operista, anche se purtroppo dei cinquanta lavori teatrali da lui scritti solo uno è arrivato a noi completo. E compositore di molta eccellente musica strumentale, tra cui la terza delle Sei sinfonie a cinque, op.2, in la maggiore. 

Ewa Josephine soprano
Margherita Vacante soprano
Mya Fracassini contralto
Massimo Lombardi tenore
Aram Ohanian basso

Coro da Camera di Varese 
Ensemble Il Falcone

Davide Fior direttore