Gl’innamorati

Wor(l)ds Festival - LongLake

Quando e Dove

Prezzo

Ticket: CHF 10.- Amici LongLake: CHF 5.-

Promotori

Dicastero Cultura, Sport ed Eventi - Divisione eventi e congressi
Via Trevano 55
6900 Lugano
+41 (0)58 866 48 00
[email protected]
www.luganoeventi.ch

Gl'innamorati di Goldoni non è l’attualizzazione dell’omonima commedia scritta da Goldoni nel 1759 nè la radicale riscrittura contemporanea. Le differenze fra l’opera originaria e questa nuova commedia, di cui la famiglia Borgia cura la messinscena, sono le stesse che corrono fra l’attualità e la contemporaneità.

Gl'innamorati di Goldoni non è l’attualizzazione dell’omonima commedia scritta da Goldoni nel 1759 nè la radicale riscrittura contemporanea. Le differenze fra l’opera originaria e questa nuova commedia, di cui la famiglia Borgia cura la messinscena, sono le stesse che corrono fra l’attualità e la contemporaneità.

Non sono in scena le mode, i vezzi e i costumi del nostro tempo: questi innamorati continuano a darsi del voi, a usarsi una cortesia ancora settecentesca. Ciò che della commedia ancora vibra nel presente è l’amore come possessione e impazzimento, come confitto tra l’uomo e la donna, come lotta fra l’essere amato reale e il suo fantasma, che l’amore inevitabilmente produce e proietta. Nel '700 come oggi.

Il tutto ambientato in un imprecisato Meridione italiano che, forse molto più del Veneto oggi, si presta a impersonare quelle dinamiche, quelle figure, quei movimenti esistenziali e sociali che Gl’innamorati cercavano di fotografare e conoscere.

Con Gl’innamorati di Goldoni, il Teatro dei Borgia presenta il primo capitolo del Progetto Goldoni, dedicato alla riscrittura contemporanea e meridionale della commedia. La commedia nel suo senso brutalmente aristotelico: una vicenda che inizia male e fnisce bene, In un’oscillazione di cui il Teatro dei Borgia accentua il primo polo: il disastro, il groviglio, il male originale e apparentemente irreversibile.

Fulgenzio ed Eugenia diventano qui non solo due “caratteri” ma due giostre di personaggi, due vere e propri macchine dell’innamoramento, eredi tanto di Goldoni quanto di Heiner Muller e Carmelo Bene.

Come in un moderno Simposio in forma di commedia, Gl’innamorati di Goldoni sono un dibattito amoroso, che fa ridere, piangere, commuovere, immedesimare. I due si allontanano e si riavvicinano, si esplorano, combattono senza un attimo di sosta intorno a quell’insondabile e misterioso precipizio che è l’amore fra esseri umani. Ma è pervaso anche da un’irrazionale, stentorea convinzione: la storia e la vita non possono fnire che bene. L’esito positivo inesorabilmente, chissà quando, verrà.

Il Sud sembra naturalmente, vocazionalmente, portato alla commedia giace in una situazione storica che non offre sbocchi, in una fssazione dolorosa e sorniona, in un vivere sempre uguale. Questi Innamorati sono il primo passo di una più ampia ricerca sulla commedia. Non considero la commedia un genere “minore”, come purtroppo al di là di ogni dichiarazione formale, nell’ambiente teatrale, pare restare pregiudizio condiviso. Per me, la commedia è oggi l’ultima chance e l’ultima frontiera.

Ultima chance che ha il teatro di ancorarsi alla crisi e raccontare un epocale, irreversibile cambiamento alla generazione che lo sta vivendo evidenziando quanto stia cambiando il mondo e quanto poco stia cambiando l’uomo. Come ultima frontiera per il lavoro che da anni facciamo nello sviluppo del sistema Stanislavski in Italia meridionale, per come lo abbiamo appreso dai maestri Vassil’eav e Alschitz. Un approccio nato in altre latitudini per affrontare il “dramma” in un regime culturale e produttivo sistemico, che noi applichiamo invece alla commedia nel sud Italia, un territorio dove la vita, la produzione, la cultura sono anarchici per defnizione.

 D’altronde, ogni commedia, nella prospettiva dei personaggi che la vivono, è un vero e proprio dramma. Essi non la desiderano né la cercano: letteralmente se la trovano addosso, come l’amore, come i parenti, come una vocazione.

Gianpiero Borgia 

“Per parlare realisticamente dell’amore un linguaggio solo non basta occorrono – mi dicevo lavorando su questo testo – tutti i linguaggi, perché ogni vero amore c’entra con tutto, e niente dell’esperienza gli è estraneo. Così, riscrivendo Gl’innamorati, ho voluto rompere ogni unità linguistica e stilistica dentro l’ingranaggio perfetto e inesorabile del canovaccio goldoniano (la cui struttura rimane invariata), ho provato a far reagire tutti i livelli e le declinazioni del linguaggio: dall’impasto dialettale alla querelle flosofca, dai capitomboli sintattici della commedia dell’art agli endecasillabi rimati della poesia tradizionale.

Come accade nelle più avanzata drammaturgie europee (penso, per fare un esempio, a David Grieg), i personaggi si fanno strumento del proprio stesso racconto; la battuta in a parte diventa il modo per moltiplicare i livelli di testo, straniare, creare quelle differenze di potenziale da cui nasce la risata. 

Lo sperimentalismo di questo testo, certamente folle ma proprio per questo tanto più interessante, è far reagire materiali “alti” (i dialoghi di Platone, la poesia contemporanea) con quelli apparentemente “bassi” della più formidabile commedia del '700, senza per questo sottrarre un solo grammo della sua esplosiva comicità”.

Fabrizio Sinisi 

Di Fabrizio Sinisi

Costumi di Giuseppe Avallone
Musiche di Papaceccio mmc
Luci di Pasquale Doronzo
Scene di Elena Cotugno
Foto di scena Raffaella Distaso
Regia di Gianpiero Borgia