Omar

Cinema dal Mondo | Speciale Medio Oriente

Quando e Dove

Prezzo

CHF 10.–/8.–/6.–

Promotori

CCB - Circolo del Cinema Bellinzona
Viale Portone 17
6500 Bellinzona
[email protected]
www.cicibi.ch
LuganoCinema93
6900 Lugano
[email protected]
www.luganocinema93.ch

Per la seconda volta questa rassegna, indispensabile al fine di allargare l’offerta cinematografica al di là dei confini occidentali imposti dal mercato, si concentra su uno specifico territorio: il Medio Oriente. Territorio vastissimo, che per comodità possiamo estendere dall’Egitto all’Iran, di cui quotidianamente i media ci rendono conto con bollettini di guerra, di tensioni, di atrocità. Territorio sul quale probabilmente si stanno giocando i destini del mondo intero e che quindi non può non riguardarci da vicino, come tra l’altro sta a dimostrare l’inarrestabile fenomeno migratorio verso i paesi europei.

Questa rassegna presenta quindici film recenti girati in vari paesi del Medio Oriente (una buona parte in prima visione ticinese, uno in anteprima svizzera) e intende accompagnare lo spettatore in un viaggio di conoscenza verso terre dal nome abusato ma di fatto ancora tutte da esplorare, alla scoperta di uomini e donne che siamo abituati a classificare in base alla loro appartenenza religiosa o politica ma che siamo poco inclini a incontrare e ad accettare realmente come nostri simili.

OMAR

regia di Hany Abu-Assad
Palestina 2013, v.o. araba, st. f/t, 96’

Premio speciale della giuria “Un Certain Regard”, Cannes 2013. Nominato all’oscar 2014 per il miglior film straniero

Prima visione ticinese

Omar è un giovane palestinese abituato a scavalcare il muro della separazione, schivando proiettili e sorveglianti, per far visita alla ragazza di cui è innamorato, la liceale Nadia. Con il fratello di Nadia e un terzo compagno, Amjad, Omar condivide un’amicizia decennale e un’attività clandestina di addestramento per la liberazione della Palestina. Caduto prigioniero, dopo aver partecipato all’uccisione di un soldato, Omar resiste alla tortura e viene invitato a scegliere tra il carcere a vita o la collaborazione con la polizia israeliana… 

Hany Abu-Assad, il regista di Paradise Now (2005), non giudica, non esalta né demonizza: nel racconto di un amore confidente e tragico trova tutti gli ingredienti che gli bastano per assicurarsi un fondo sicuro ed emotivo sul quale innestare elementi di genere (spie, tradimenti, doppiogiochismo), sempre e comunque aderenti al contesto e umanamente credibili. 

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