Il sogno di un uomo ridicolo

LuganoInScena Stagione 2017/ 2018

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Disabili: si consiglia la prenotazione dei biglietti almeno 24 ore prima dello spettacolo al +41 (0)58 866 42 22

Fondazione Teatro della Toscana
Regia di 
Gabriele Lavia 

Durata: 80'

Dostoevskij ci racconta come l’umanità si sia rovinata per sempre: la coscienza che l’uomo non può vivere senza individualità significa che la condizione umana è senza via d’uscita.

È la storia di un uomo che, abbandonato da tutti, giunto all’età di 46 anni, decide di mettere in pratica l’idea del suicidio. Egli, però, si addormenta davanti alla pistola carica e lo spettacolo ripercorre in un viaggio onirico la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Approda su un altro pianeta, in cui gli abitanti sono puri e innocenti e non lo considerano ridicolo. Ma egli, con la sua presenza, contamina quella gente che in poco tempo acquista tutti i difetti della società da cui proviene.

Il sogno di un uomo ridicolo presenta un mondo che si è condannato alla sofferenza, costretto in una metaforica camicia di forza, che rappresenta l’impedimento di ogni buona azione dell’essere umano. Un momento di riflessione profonda e appassionata, in una dimensione sospesa tra fiaba nera e ricognizione psichica. 

La prima volta che lessi questo testo avevo 18 anni e ancora non ero un attore. Oggi è passata una vita e Il sogno è quasi un’ossessione. Ho scelto di rimetterlo in scena per festeggiare la nascita del Teatro della Toscana, riconosciuto come Teatro Nazionale, e per riaffermare con forza come l’indifferenza, la corruzione, la degenerazione non possano essere le condizioni di vita della nostra società. (Gabriele Lavia)

di Fëdor Dostoevskij 
regia Gabriele Lavia 
con Gabriele Lavia e Lorenzo Terenzi 
allestimento curato dal Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola 
produzione Fondazione Teatro della Toscana

Immagine: Il sogno di un uomo ridicolo © Filippo Manzini