7 sale per 7 incisori

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Evento Gratuito

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Orari di apertura
Mercoledì, sabato, domenica e festivi: dal 14:00 al 18:00 
Venerdì: dal 16:00 al 19:00

Maggiori informazioni via mail oppure Marco Gurtner, addetto culturale Tel.  091/862.30.31 

 Per l'occasione incentrata sull'arte dell'incisione calcografica,  la Casa Cavalier Pellanda a Biasca ospita la mostra dal titolo "7 Sale per 7 Incisori". Diego BianconiGiuseppe De GiacomiEgideStephan Klenner-Otto, Francine MuryRainer PöhlitzBruno Visinoni, sono i protagonisti di questa esposizione. 

Tra loro ciascuno utilizza tecniche e stili assai diversi, questo per mostrare quali e quante possibilità offre la calcografia. Secondo lo storico dell'arte, pittore e architetto Giorgio Vasari (Arezzo 1511 - Firenze 1574), la calcografia, o stampa calcografica, nasce a Firenze nel 1450, nella bottega dell'orefice e incisore Maso Finiguerra (Firenze 1426 - 1464), che per primo incise col bulino una lastra di metallo. Da allora quest'arte ebbe grande diffusione ed evoluzione tecnica in tutto il mondo, non da ultimo attraverso alcuni sommi artisti come Dürer, Rembrandt Goya.

Tutt'oggi l'incisione calcografica è assai praticata da molti artisti, sovente però solo quale mezzo occasionale, essendo questi soprattutto pittori o scultori, ma vi sono artisti per i quali questa tecnica è il mezzo più appropriato attraverso il quale dare forma alle proprie opere. 

A differenza della pittura o del disegno, la grafica d'arte permette di ottenere più copie da una medesima matrice, cosa che la rende più accessibile anche in termini d'acquisto. Ma non è certo solo questo elemento che invoglia un artista a cimentarsi con la grafica o un collezionista ad acquistare una stampa d'arte, in quanto con l'incisione calcografica si ottengono opere che presentano caratteristiche uniche e impossibili da realizzare con un altro mezzo.

In occasione di questa mostra sarà pubblicata una cartella con 7 incisioni, una per artista, stampata in 30 esemplari presso “hurdega” - stamperia d’arte di Giuseppe De Giacomi, Locarno. La cartella contiene anche una fotografia di Reza Khatir, Giuseppe De Giacomi nell’atelier.

Immagine: Wikimedia.org