Serata pubblica alla scoperta dei Gilet gialli

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l sociologo francese Michel Wieviorka stilerà un bilancio politico e culturale dei primi quattro mesi di vita dei Gilet Gialli, che hanno portato nuova inventiva nel repertorio della mobilizzazione e rimesso in questione la verticalità del potere in Francia. La conferenza - che si terrà in lingua francese ed è intitolata "Inventivité et violences face à la verticalité du pouvoir" ("Inventiva e violenze contro la verticalità del potere") - sarà preceduta dal saluto del Rettore dell’USI Boas Erez, al quale seguirà un’introduzione a cura del Direttore dell’Istituto di comunicazione pubblica Jean-Patrick Villeneuve. 

I Gilet gialli hanno quattro mesi di vita. Hanno portato inventiva nel repertorio della mobilizzazione riuscendo ad ottenere una presenza sull’insieme del territorio. Mettendo in questione la verticalità del potere, i Gilet Gialli hanno esaltato una logica bottom-up senza mediazione, indirizzandosi direttamente alle sfere più alte del potere: il loro funzionamento è definito da un’orizzontalità che rifiuta di passare alle modalità tipiche della politica. Tuttavia non hanno costruito un’utopia, un controprogetto: si tratta soprattutto di un movimento difensivo. Dal canto suo il potere è innanzitutto stato destabilizzato, per poi inventare una risposta inedita: il Grande dibattito nazionale.

Quale è dunque il bilancio politico e culturale di questa esperienza? C’è stato un incontro reale tra il potere e i Gilet gialli, oppure si tratta di due processi che evolvono nella direzione di un dialogo tra sordi? Di fronte a queste dinamiche, e nel momento in cui diversi paesi, tra cui la vicina Italia, sono tentati dal populismo, dal nazionalismo e dall’idea che alle questioni sociali si possano dare risposte identitarie (l’Islam, i migranti, l’identità nazionale), a che punto si trova il modello francese?

Questi importanti interrogativi saranno affrontati da Michel Wieviorka, presidente della Fondazione Maison des sciences de l’Homme e direttore di ricerca presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi.