Antigone

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Ma - Do: 10:00 – 18:00 (telefoni attivi dalle 12:00)
Lunedì chiuso
Nei giorni con spettacoli serali in programma la chiusura del centro culturale è prevista mezz’ora dopo la fine della rappresentazione.

Il rischio che si corre nel mettere in scena l’Antigone è quello di farsi influenzare da ciò che tutti abbiamo “sentito dire”, il rischio cioè di prestare più ascolto alle interpretazioni critiche, politicamente e ideologicamente orientate, a cui è stata sottoposta quest’opera nel corso dei secoli, che al testo stesso di Sofocle.

Per “sentito dire”, tutti sappiamo che Antigone, dall'inizio alla fine della storia, è nel giusto, che è una sorta di santa laica che combatte per una nobile causa, mentre Creonte è un tiranno autoritario che commette e vuole solo il male. Ma se così fosse,  saremmo davanti a un melodramma, non a una tragedia greca. La tragedia mette sempre in scena invece una situazione limite, in cui non è più pacifico dove sia il torto e dove la ragione. La nuova traduzione del testo mette in luce il fatto che Sofocle accomuna Antigone e Creonte in una identica colpa: quella di avere la presunzione di essere eccezionali, di essere migliori di tutti gli altri, ovvero di essere, per intelligenza e qualità umana, “fuori dalla norma”. Il loro destino tragico è stabilito dal loro carattere superbo e dalla loro incapacità di dare ascolto alle ragioni degli altri. 

Il messaggio sconvolgente e attualissimo che l’Antigone fa risuonare oggi, grazie alla capacità che ha un classico di generare significati sempre contemporanei, è che è proprio il carattere che  hanno le persone che svolgono un ruolo pubblico a essere una questione di tremenda rilevanza politica e interesse comunitario. Sofocle ci suggerisce che, al di là dell’essere “di destra o di sinistra”, è il carattere superbo dei leader politici che rischia di procurare danni al bene comune.

Di: Sofocle
Traduzione e adattamento: Massimiliano Civica
Regia: Massimiliano Civica
Con: Oscar De Summa (Creonte) Monica Demuru (Ismene, Euridice), Monica Piseddu (Antigone), Francesco Rotelli (Guardia, Messaggero, Emone, Tiresia), Marcello Sambati (Coro)
Produzione: Teatro Metastasio di Prato
In collaborazione con: Armunia residenze artistiche e Manifatture Digitali Cinema Prato - Fondazione Sistema Toscana

Immagine: Duccio Burberi