Sul confine italo-svizzero: 1943-45 ebrei in fuga dall'Italia

Quando e Dove

Prezzo

CHF 8.-

Promotori

Fondazione RECEPTIO
Viale Castagnola 27
6900 Lugano
www.receptio.org

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Informazioni: 
Prof. C. Rossi
[email protected]

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Nel corso della serata il Prof. Amedeo Osti, della Fondazione Museo della Shoah, presenterà il progetto «Sul confine»: svizzeri, ebrei, nazifascisti e popolazione civile tra Repubblica Sociale Italiana e Confederazione Elvetica, 1943-1945 patrocinato dalla Fondazione RECEPTIO, dalla Fondazione UBS per la Cultura, e condotto in collaborazione con la Professoressa Carla Rossi, dell'Università di Zurigo.
Sebbene la politica della Confederazione in merito all'emergenza profughi, nel 1943-45, a livello nazionale, sia ben conosciuta, quel che ancora non è stato sufficientemente indagato è il legame e la correlazione tra microstorie che pongono questioni fondamentali di una Storia più grande: la rete civile, spesso – ma non sempre – di salvataggio, attivatasi in quegli stessi anni.
Innanzitutto, la popolazione che viveva sui due lati del confine ebbe un ruolo fondamentale nel salvare, o tradire, gli ebrei in fuga. Molti funzionari, inoltre, non erano convintamente nazisti o fascisti, altri invece erano dei fanatici antisemiti. Alcuni erano certi della “vittoria finale” dell’Asse, altri sapevano che una resa dei conti sarebbe arrivata molto presto.

Il progetto, quindi, prevede uno studio dell'atteggiamento e delle iniziative della popolazione civile (come i ragazzi scout delle Aquile Randagie, o singoli cittadini come la famiglia Panzica che aiutò gli ebrei al confine facendoli transitare dal proprio giardini), del clero, dei funzionari, del personale di polizia presente sul confine italo-svizzero, per capire quali furono i motivi delle scelte operate, di volta in volta, da ognuna di queste persone. Un lavoro incentrato non sulle istituzioni (le cui politiche dovranno comunque essere contestualizzate storicamente e giuridicamente), ma sulle persone.

Locandina

Immagine fornita dal promotore: Liliana Latis respinta a Caprino e morta ad Auschwitz