Il fantasma gentiluomo di villa Giambonini a Lugano | EVENTO A PORTE CHIUSE IN STREAMING

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Viale Castagnola 27
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23.03.2020

dalle 19:00

Villa Giambonini, a Lugano, è un elegante palazzo a tre piani edificato nel 1906 dall’architetto ticinese Bernardo Ramelli, in “stile Boito” (un'evoluzione del liberty), per Domenico Giambonini, tiratore a segno e prima medaglia ticinese alle Olimpiadi, che lo vendette esattamente un secolo fa, nel 1920 alla famiglia Balducci. Chiunque vi entri avverte un'aura particolare, come una presenza discreta. Indagini d'archivio, svolte nel 2019, per ricostruire il passato del villino, hanno portato alla scoperta di una storia d'amore tragica, che vide protagonista Massimiliano (figlio del nuovo proprietario del villino, Giuseppe Balducci), invaghitosi perdutamente di una nobildonna della dinastia Qajar (figlia del Principe di Persia e di una sua concubina turca), ospite del vicino Grand Hotel Villa Castagnola.

Prima di ammalarsi di TBC, Massimiliano attese per due anni il ritorno dell'amata, coltivando e curando un giardino fiorito in stile persiano e chi vi passava, durante le proprie passeggiate sul lungolago, coglieva a pieno l’etimologia della parola “paradiso”, derivante dall'antico persiano paridaida, ossia giardino: luogo per eccellenza in cui ogni grazia di Dio si manifesta. "Il Giardino di Azadi", edificato da Massimiliano, era frutto di un sapiente connubio di architettura e botanica, capace di abbracciare tutti i sensi. Purtroppo, la Storia politica della Persia si intrecciò con le vicende personali dei protagonisti e del loro destino. A distanza di un secolo, Lev Matvej Loewenthal ha dedicato una raccolta poetica al "Giardino di Azadi" e all'attesa di Massimiliano, il cui spirito sembra aleggiare ancora discretamente nella villa.

In onore di Azadi, la cui lingua madre era il turco prima che il farsi, le poesie di Loewenthal sono state tradotte in turco da Betül Parlak e poi messe in musica da Anna Kiskanç. Nel corso della serata verrà narrata nei dettagli la vicenda e sarà inaugurata l'esposizione di ceramiche dedicate alla storia dall'artista ticinese Laura Ruggeri e dei disegni e poesie di L M. Loewenthal "Il Giardino di Azadi".

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