La Preistoria oggi: saper tornare indietro per superare la crisi

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Evento Gratuito

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Associazione archeologica ticinese (AAT)
Casella postale 4614
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Perché studiare la Preistoria oggi? Da molto tempo si è scoperto che le società preistoriche non erano dominate da un’economia di miseria e di scarsità di mezzi di sussistenza. Per decine di migliaia di anni gli esseri umani hanno vissuto in comunità egualitarie, matrifocali e hanno adorato una Dea femmina. Ponendosi stretti limiti demografici e calcolando la capacità portante degli ecosistemi vivevano nell’abbondanza e non diventavano povere se non quando entravano in contatto continuo e prolungato con i bisogni che i grandi regni e le monarchie assolute avevano creato, e che il loro sistema di produzione non era più in grado di soddisfare.

Nei momenti di crisi però - tutti gli imperi cadono - sono state proprio queste strutture disseminate sul territorio e autosufficienti che hanno saputo sopravvivere a guerre e carestie. Uno degli esempi più eclatanti è proprio la civiltà delle montagne. Sulle Alpi sono rimaste strutture socio-economiche, costruttive e produttive arcaiche, le cui origini risalgono all’età della Pietra.

Le Regole delle comunità che si sono tramandate per secoli (ma probabilmente per millenni) avevano uno scopo fondamentale: impedire il depauperamento del territorio imponendo dei limiti allo sfruttamento. Praticamente, frenare lo sviluppo.

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Michela Zucca: antropologa, ha svolto il suo lavoro di campo in Sud America, fra gli sciamani amazzonici, in Perù e Colombia. È specializzata in cultura popolare, storia delle donne, analisi dell’immaginario. Si occupa di formazione, europrogettazione e sviluppo sostenibile in comunità rurali e alpine. Ha fondato la Rete delle donne della montagna e il Gruppo di ricerca in ecologia umana al Centro di ecologia alpina di Trento. Ha diretto i progetti europei Recite II “Learning Sustainability” e l’Interreg III C “Rete dei villaggi sostenibili d’Europa”.

Immagine: pixabay.com