Limiti e confini. Passeggiata architettonica | EVENTO RINVIATO

Sconfinare

Quando e Dove

Prezzo

Evento Gratuito

Promotori

Città di Bellinzona
6500 Bellinzona
+41 (0)91 821 85 11
www.bellinzona.ch

Extra

Partenza e arrivo a Piazza del Sole
Iscrizione obbligatoria a [email protected] o allo +41 (0)58 203 17 00 entro venerdì 20 marzo.
Massimo 30 partecipanti.

Una città non può crescere se non ci sono limiti precisi. Un limite è un luogo – e viceversa. Anche la persona è un limite e ha dei limiti: la sfera intima, quella privata e quella pubblica sono fra questi. Allo stesso modo le nostre case: certe persone le fermi sulla porta d’entrata, a qualcuno concedi l’atrio, ad altri il locale pranzo poi il soggiorno; a chi la camera da letto?In Piazza del Sole, nel cuore del nucleo urbano, siamo ai piedi della Rocca di San Michele: un limite sin dai tempi dei Celti. Da qui parte una passeggiata che avanza sui limiti delle varie trasformazioni di Bellinzona. Durante la mattinata ci sposteremo dalla Strada Maestra (ora viale Henri Guisan) a Piazza Mesolcina, dalla via Lodovico il Moro, tra il quartiere S. Giovanni e le Officine FFS al viale Stazione, da Piazza Collegiata a Piazza Nosetto, da Piazza Indipendenza fino a via Dogana e viale S. Franscini. A mezzogiorno, per uno ‘stuzzichino’, ci fermeremo in Piazza Governo, tra il Palazzo delle Orsoline e l’Edificio amministrativo dello Stato, opera degli architetti Augusto Guidini Jr. e Ferdinando Bernasconi Jr. Nel pomeriggio la passeggiata continuerà poi lungo il vicolo Sottocorte e viale S. Franscini per raggiungere la golena del fiume Ticino e la passerella del Bagno Pubblico e da qui tornare verso la città, in Piazza del Sole.

Programma Sconfinare.

A cura di Renato Magginetti e Giulio Foletti.

Renato Magginetti (Biasca, 1953) è architetto. «Rileggo il territorio, lo progetto, lo disegno virtualmente; con lo stesso spirito come quando, bambino, un po’ autistico, ero felice di fare dighe tra i sassi dell’Efra per seguire, stupito, i percorsi alternativi dell’acqua e felice di portare le mucche al pascolo perché, quando ruminano, ti guardano con occhi grandi e dolci che ti chiedono: ‘ma perché ti agiti tanto?’. Un bisogno d’illusioni, come respirare. Perché?»

Giulio Foletti (Bellinzona, 1955) è dottore in storia dell’arte presso l’Università di Friburgo. Già membro della Commissione cantonale dei monumenti storici, dal 1989 lavora presso l’Ufficio dei beni culturali del Canton Ticino, dove è responsabile del Servizio Inventario.

Immagine a cura del promotore.