34a edizione del FIT Festival

Giunto alla sua trentaquattresima edizione, il FIT Festival internazionale del teatro e della scena contemporanea offrirà dal 3 ottobre al 12 ottobre le sue proposte in diversi spazi luganesi. Una edizione dal ricco programma, contraddistinta dal recente conferimento del Premio svizzero delle arti sceniche 2025 dell’Ufficio Federale della cultura.
10 Settembre 2025
di Silvia Onorato
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FIT Festival 2025

In una società anestetizzata, che si commuove ma non cambia, che accumula emozioni ma non memoria, il FIT Festival propone un viaggio radicale grazie a sedici produzioni teatrali realizzate da operatori e operatrici della cultura indipendente. Protagonisti sono alcuni tra gli artisti e le artiste della scena teatrale performativa svizzera e internazionale, provenienti da Afghanistan, Belgio, Costa d’Avorio, Francia, Germania, Giappone, Italia, Paesi Bassi, Serbia, Spagna, Svizzera. Nello spazio di dieci giorni sono in programma ventinove repliche e sette conferenze in diversi spazi luganesi, inaugurate da “Venir Meno” della ticinese Francesca Sproccati (03.10, 19:00, Teatrostudio LAC), una indagine sulla resistenza che collega l’esperienza del nonno partigiano, la figura del dio greco del sonno, Hypnos, e la musica di Léo Collin. Le riflessioni si espandono ad altre realtà storiche e geografiche con “El Pacto del Olvido” dello spagnolo Sergi Casero Nieto, una riflessione sull’amnesia istituzionalizzata del franchismo (03.10, 20:30, Teatro FOCE), “Non-aligned newsreels: voices from debris” della serba Mila Turajlić, basato su archivi dimenticati dalla Ex-Jugoslavia che rivelano l’eredità perduta del Movimento dei Paesi Non Allineati  (05.10, 18:00, Teatrostudio LAC), “Épique (Pour Yikakou)” dell’ivoriana Nadia Beugré, un viaggio verso il villaggio degli antenati, ormai scomparso, in una ricerca di figure femminili archetipiche. Si parla di locali notturni e culture alternative del passato come mondi in grado di unire con l’artista serba Tamara Gvozdenovic in “Fata Morgana” (08.10, 20:30, Palco LAC), mentre con il belga Tom Struyf si disegnano ritratti di cura umana per persone che deviano dalla norma in “Finding Willard” (10.10, 20:30, Palco LAC). Con “One’s Own Room Inside Kabul” di Kubra Khademi e Caroline Gillet sarà possibile entrare nel soggiorno di una giovane donna afghana isolata dal mondo esterno dopo l’ascesa al potere dei talebani (11.10, dalle 11:00, Teatrostudio LAC). “Magda Toffler, or an essay on silence” dell’artista svizzero Boris Nikitin scava nel passato di sua nonna dalle origini ebraiche (11.10, 20:30, Teatro FOCE), mentre “Three Time Left is Right” dell’artista tedesco Julian Hetzel si interroga sulla polarizzazione e sul futuro delle nostre democrazie (12.10, 20:30, Palco LAC). 

“Épique (Pour Yikakou)”, Nadia Beugré © Werner Strouven
“Épique (Pour Yikakou)”, Nadia Beugré © Werner Strouven


Tornando alle produzioni di artisti e artiste ticinesi, Carmelo Rifici rilegge due classici cecoviani, “Tre sorelle” e “Il gabbiano”, alla luce della storia recente in Russia; in programma al LAC una appassionante maratona esito del progetto di alta formazione teatrale di Carmelo Rifici (04.10 e 05.10, 14:30 e 19:30, Sala Teatro LAC). L’artista ticinese Camilla Parini apre il triennio di nuove produzioni del FIT come parte del progetto di co-creazione Sentieri Selvaggi condotto insieme a un gruppo di giovani dai 16 ai 22 anni. Frutto della collaborazione è “Se volevo vivere sotto pressione, nascevo pentola”, una performance sull’adolescenza che vivrà nelle aule di due scuole locali (08.10, 19:00, Scuola ILI; 09.10, 18:00, 20:30, Scuola ILI; 11.10, 11:00, 12:15, 17:00, 18:15, Istituto S. Anna; 12.10, 18:00, 19:00, Istituto S. Anna). Un focus sarà dedicato a Prismi, laboratorio di alta formazione in drammaturgia, grazie a una installazione sonora a cura di Alan Alpenfelt con testi di Joséphine Bohr, Lea Ferrari, Romeo Gasparini, Matilda Meneghetti (12.10, dalle 11:00 alle 18:00, Casa di Agnese).
Oltre alla programmazione per adulti, il FIT Festival propone alcuni spettacoli adatti alle giovani generazioni e che adottano linguaggi fortemente contemporanei: “K (-A-) O” del giapponese Kenji Shinoe (05.10, 15:00, Teatro FOCE), “Rosaluna e i lupi” di Progetto g.g. (09.10, 09:30, Teatro FOCE), “Cuor di coniglio” della compagnia Dimitri/Canessa (10.10, 09:30, Teatro FOCE). Accompagnano e arricchiscono il festival diversi eventi collaterali, come la radio on the road Keep FIT with radio e le dirette del team giovani, l’iniziativa sociale del Biglietto Sospeso, il tandem intergenerazionale Restez FIT!. Novità di questa edizione è ZONA FRANCA, realizzata in collaborazione con La Soleggiata e la Rassegna Raclette: uno spazio al piano -1 del FOCE dove sarà possibile lasciarsi coinvolgere da musica, conferenze, laboratori creativi, momenti conviviali.

Il FIT Festival è dal 03 al 12.10 a Lugano.
Maggiori informazioni: fitfestival.ch

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