I sogni non finiscono mai – Pillole di New Wave

Tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80 una nuova onda scuote il panorama musicale: un suono innovativo che esprime voglia di futuro, in aperta rottura con le sonorità punk, ma anche con il rock classico e le sofisticate composizioni progressive o glam. Grande protagonista il sintetizzatore elettronico, che crea paesaggi sonori inediti e distintivi di una intera epoca.
7 Gennaio 2022
di Silvia Onorato

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Nome Un nome per catturare un nuovo tipo di suono: con il termine New Wave – mutuato dalla nouvelle vague della cinematografia francese degli anni ’50 – i critici musicali di fine anni ’70 battezzano la musica underground a loro contemporanea, eclettica, sperimentale e soprattutto diversa da quanto abitava il “vecchio” panorama musicale.

Cosa Elementi comuni ai brani New Wave sono l’uso di sintetizzatori elettronici, la cura nella produzione in netta contrapposizione con l’impostazione punk (a tal punto che spesso il genere viene definito semplicemente post-punk), ma anche la contaminazione con altre sonorità. Negli stessi anni si sviluppano infatti altri generi dalla forte identità, come discomusic, fusion, funky, soul, hip hop, ma anche il rock epico e l’heavy metal. 

Dove e chi La New Wave nasce e si consolida nel mondo britannico e nordamericano. Se il nuovo suono trae origine dalle sperimentazioni post-punk nel Regno Unito, è negli Stati Uniti che si diffonde su larga scala: è lì che il termine New Wave viene usato per la prima volta dalla critica musicale, ed è lì che la vasta proposta creativa britannica viene introdotta da radio indipendenti (WLIR) e club (CBGB a New York). Il passaggio cruciale avviene però nel 1981, anno in cui in America vengono lanciati il formato CD – “disco compatto”, più maneggevole e capiente rispetto al vinile – e MTV, il primo canale televisivo dedicato unicamente alla programmazione di video musicali, inaugurato proprio da un brano New Wave, “Video Killed the Radio Star” degli inglesi Buggles. Fucina di singoli (e di video musicali), la scena New Wave britannica trova in MTV il mezzo perfetto per dare il via a una Second British Invasion e dare forma alla nuova musica pop.
A cavallo del decennio nascono numerosi gruppi New Wave, altri lo diventano per un periodo della loro storia (per esempio, i Joy Division, “Disorder”, e i New Order, “Dreams Never End”). Se per certi versi il nuovo suono diventa sinonimo di sperimentazione con i Talking Heads (“Burning Down the House”) e i DEVO (“Working in the Coal Mine”), per altri si diffonde quale musica popolare contemporanea (Blondie, “Heart of Glass”; Cars, “Drive”; Kim Carnes, ”Bette Davis Eyes”). Tanti i classici: “Don’t You Want Me” degli Human League, “Sweet Dreams” degli Eurythmics, “Just Can’t Get Enough” dei Depeche Mode, “Don’t You (Forget About Me)” dei Simple Minds, “I Melt With You” dei Modern English, “Tainted Love” dei Soft Cell.
Denominata vague froide nell’Europa francofona, l’onda si diffonde in tutto il mondo, dalla penisola iberica, al Giappone, dalla Russia al Brasile. La Germania conosce una versione nazionale – la Neue Deutsche Welle – che esporta con successo all’estero, dai Propaganda (“Duel”) ai Trio (“Da Da Da”), passando per Nina Hagen e l’austriaco Falco.
La New Wave approda anche in Italia, dove fiorisce dalle spoglie del punk a Bologna, Firenze e Milano: GazNevada (“Japanese Girl”), Diaframma (“Siberia”), Paulin (“Passeggeri del domani”), i primi Litfiba (“Istanbul”), Chrisma (“We R”), Garbo (“Australia”), e parte della produzione di Franco Battiato (“Summer on a Solitary Beach”).  A dare spazio e diffondere la New Wave in Italia nei primi anni ’80 era il programma di Rai 1 “Mister Fantasy”: anni prima dell’avvento di MTV in Europa (occorre aspettare il 1987) trasmetteva videoclip provenienti dall’estero, oltre a produrne per gli artisti italiani. 

Fine La New Wave segna un’epoca “breve”: se da un lato dura meno di un decennio, dall’altro diventa il genere più rappresentativo degli anni ’80, lasciando dietro di sé diversi eredi (synthpop, elettronica, art rock). Ma questa è un’altra storia.  

Sei di fretta? 5 canzoni imperdibili:
– Tears for Fears, “Shout
– Billy Idol, “Eyes Without a Face
– The Psychedelic Furs, “Heaven
– Visage, “Fade to Grey
– Falco, “Der Kommissar

Hai tempo? 3 album imperdibili:
– Talk Talk, “It’s my Life
– Talking Heads, “Remain in Light”
– Tears for Fears, “Songs from the Big Chair

Hai ancora più tempo?
– “Crollo nervoso – La New Wave italiana degli anni ’80” (2009), documentario sulla scena New Wave della vicina penisola
– “No music on weekends. Storia di parte della new wave” (2020), libro di Gabriele Merlini sulla New Wave angloamericana ed europea
– “Desiderio del nulla. Storia della new wave italiana” (2014), libro di Salvatore Coccoluto sulla genesi della scena italiana
– “New Wave a Firenze. Anni in movimento” (2019), libro di Bruno Casini sulla scena fiorentina
– “Control” (2007), film biografico su Ian Curtis

Voglia di New Wave dal vivo? 
Garbo celebra i quarant’anni dell’album “A Berlino… va bene”, con una tappa allo Studio Foce il 2 aprile. Maggiori informazioni su foce.ch

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