Intervista a Emma Piffaretti, sportiva

Emma Piffaretti, classe 2002, pratica atletica leggera da quando aveva 9 anni. Cerchiamo di conoscere meglio questa giovane atleta ticinese che ha già dimostrato di avere la stoffa da campionessa, e di cui non vediamo l’ora di scoprire i prossimi traguardi.
6 Luglio 2021
di Maddalena Moccetti
Emma Piffaretti

Tra le sue prestazioni ricordiamo l’argento nel salto in lungo (6m25) agli Europei U18 del 2018, il record svizzero nel lungo (6m40) U18 e U20 nel 2019. Nel 2020, ha invece conquistato l’oro ai Campionati Svizzeri nell’eptathlon U20, l’argento nel salto in lungo e nei 200m (risp. CS assoluti e U20) e il bronzo nei 100m (U20), oltre ad aver stabilito 4 record ticinesi (3 nella cat. U20 e uno assoluto).

Ciao Emma, grazie mille per esserti resa disponibile per questa intervista, è bello conoscerti. Come è nata la tua passione per l’atletica leggera e in particolar modo per il salto in lungo?
La passione per l’atletica è nata grazie, penso, a mia madre. Da “giovane” – anche se è sempre molto giovanile – era infatti una quattrocentometrista di buon livello in Ticino. Durante la mia infanzia non ricordo mi abbia mai parlato di quella disciplina, ma l’amore che aveva per lo sport glielo si leggeva negli occhi e nel suo portamento. Un giorno le dissi: “Mamma, voglio correre, voglio fare atletica”. Per quanto riguarda il salto in lungo invece ci sono arrivata da sola, spontaneamente… Inizialmente (nei primi anni) preferivo gli scatti – prima i 60m e poi gli 80m – ma poi è subentrata la UBS Kids Cup, una gara che comprendeva, fra l’altro, il salto in lungo. Da quel momento mi ci sono legata ottenendo misure interessanti.

In contemporanea alla tua carriera sportiva, stai frequentando il liceo che ti permetterà di ottenere la maturità federale. Come riesci a conciliare studio e allenamenti, come sono organizzate le tue giornate?
Spesso è molto complicato conciliare sport e scuola, se poi si aggiunge anche lo studio dell’arpa, come nel mio caso, e la pandemia… Ci vuole una pianificazione settimanale dettagliata e una grande determinazione. Cerco tuttavia di garantire un’armonia trovando un equilibrio e mettendo della costanza in ogni cosa. A volte però sia il corpo che la mente sono stanchi e allora decido di concentrarmi in modo selettivo. Per esempio, tra ottobre e febbraio mi concentro sulla scuola e sullo studio del mio strumento mentre da maggio a settembre il focus è spostato sull’atletica.

La situazione attuale ha stravolto anche il mondo dello sport. Quali conseguenze ci sono state nel tuo modo di allenarti, e come stai vivendo questo momento?
Per via del Covid-19 sono stata costretta ad allontanarmi dagli stadi per un paio di mesi, il che mi ha fatto perdere certe abilità di base (reattività dei piedi, velocità…). Per riacquisirle c’è voluta pazienza, una qualità che non avevo sviluppato quanto altre. I francesi hanno un’espressione che trovo molto azzeccata, prendre son mal en patience. Mettendomi in una prospettiva di pazienza ho avuto modo di cogliere anche aspetti positivi. Allenandomi sulla strada o sul prato assieme a mio fratello e mia sorella, oltre a guadagnare del tempo negli spostamenti avevo una buona compagnia. Dal mese di giugno, per ritornare ad allenarmi con regolarità sul tartan, ho deciso di spostarmi sulle rive del Lemano attorniata da coetanei dalle medesime ambizioni e con una solida struttura di allenamento.

Tra scuola e sport, di tempo libero ne hai poco, per vedere gli amici o dedicarti ad altro. Ti capita mai di sentirti diversa dai tuoi coetanei?
La mia scelta implica, per così dire, alcuni sacrifici e qualche rinuncia. Tuttavia, non ho rimpianti: mi sono creata una cerchia di amicizie e conoscenze nel mio piccolo grande mondo della scuola, della musica e dell’atletica. Grazie ai social riesco a rimanere in contatto con loro e coltivare dei legami nonostante la distanza. Inoltre, i membri della mia famiglia sono una risorsa preziosa perché trattandomi senza fare differenza mi permettono di sentirmi normale. Sono convinta che l’essere consapevole della mia scelta, ovvero delle mie ambizioni sportive e accademiche, mi dia serenità, quel che basta per sentirmi felice.

Quali sono le tue passioni e i tuoi interessi, oltre allo sport?
Amo ascoltare la musica: quella barocca, classica o romantica ma anche quella rock e pop. La musica è un modo per me di rilassarmi e di discutere con mio padre (grandissimo appassionato dei Genesis e Peter Gabriel, ma non solo), mio fratello e mia sorella. Mi piacciono sia le escursioni in montagna che le brevi passeggiate, adoro scoprire nuove località ed esprimermi in altre lingue. L’ecologia è per me una priorità e prediligo gli spostamenti con i mezzi pubblici. Apprezzo la cucina nostrana e la qualità dei prodotti locali. Mi piacciono inoltre l’eleganza, la moda, il disegno e la danza – in particolare quella classica.

Consiglieresti a qualcuno di molto giovane la tua carriera? Quali consigli daresti?
Ai giovanissimi direi di seguire i propri interessi e le proprie intuizioni, soprattutto se queste sono virtuose per sé e per gli altri.

Che piani hai per il futuro, e quali sogni?
A breve termine, voglio concludere con successo il mio quadriennio presso il Liceo Diocesano e iscrivermi ad una facoltà universitaria orientata alle materie scientifiche.
A medio termine, per quanto riguarda lo sport, voglio vestire il più possibile i colori della Svizzera e viaggiare per il mondo con la nazionale, ottenendo risultati di spicco. Tra i miei sogni e i miei piani a livello agonistico c’è: andare alle Olimpiadi offrendo risultati significativi per la Svizzera e il Ticino. A livello professionale invece, mi piacerebbe avere un lavoro che mi renda felice e che possa dare un contributo alla società.

Qualche domanda per conoscerti meglio

Qual è il tratto principale del tuo carattere?
Sono una ragazza ambiziosa: che ama fare bene le cose e aver successo.

Libro o film?
Libro.

Vacanza ideale?
In montagna, in particolare dove si può sciare.

Se potessi nascere in un’altra epoca, sceglieresti…
L’antico Egitto.

Che superpotere vorresti avere?
Un superpotere che permetta a tutti di apprezzare le semplici cose che la vita offre.

Dove passeresti una bella domenica di sole in Ticino?
Probabilmente sul Monte San Giorgio oppure sul Monte Generoso, le mie due montagne preferite del Ticino.

E una serata con amici?
La trascorrerei sulle sponde del lago Verbano.

Angolo preferito di Lugano?
Mi piace stare in via Peri o in piazza Cioccaro.

Con quale sportivo ti piacerebbe passeggiare per Lugano?
Armand Duplantis e Malaika Mihambo. Sono delle persone che apprezzo moltissimo atleticamente parlando.

Film preferito di sempre?
Pretty Woman.

Ultimo libro letto o significativo per te?
Half of a Yellow Sun, di Chimamanda Adichie ‘Ngozi. È una talentuosissima scrittrice nigeriana e nel suo libro racconta la guerra del Biafra.

Una canzone che non ti stancheresti mai di ascoltare?
Tutto l’album Breakfast in America dei Supertramp.

Hai una citazione preferita?
Questa è la citazione che al momento mi piace di più: “Always stay true to yourself and never let what somebody says distract you from your goal” – Michelle Obama.

ARTICOLI PIÙ LETTI

6 Settembre 2021
di Redazione LuganoEventi

ARTICOLI CORRELATI