La stagione musicale 2026/2027 riflette esplicitamente sul rapporto della musica con il contemporaneo, scegliendo di instaurare un rapporto vivo con il presente. Le proposte toccano tutti i periodi della letteratura, dal barocco al contemporaneo alla nuova musica, dalle tradizioni extraeuropee ai linguaggi di confine, con riletture e attraversamenti di epoche, stili e geografie sonore sempre diverse, che guardano al futuro, anche al futuro della tradizione. Gli artisti coinvolti – fra i più grandi della scena mondiale – rispecchiano questa koinè stilistica: Svizzera, Europa centrale, Mediterraneo, Medio Oriente, area nordica, Stati Uniti non sono etichette identitarie, bensì luoghi specifici di elaborazione della musica, emblemi di una storia delle scuole di appartenenza.
Protagonista della stagione è il pianoforte, strumento cardine della storia della musica, “profondamente legato alla diffusione borghese della musica nell’Ottocento, macchina di civilizzazione e distinzione e ancora oggi uno strumento straordinariamente fertile: pochi strumenti sanno concentrare con la stessa evidenza disciplina e desiderio, costruzione e impulso, architettura verticale e flusso orizzontale”. Tra gli ospiti, Hiromi: The Trio Project feat. James Genus on Bass and Simon Phillips on drums, in un’unione di jazz, rock, fusion e musica classica (29 ottobre), Asmik Grigorian, soprano tra le più acclamate della scena contemporanea che, con il pianista Lukas Geniušas (20 gennaio); Evgeny Kissin (5 febbraio) che concentra l’ascolto su Beethoven, Hélène Grimaud (8 giugno), che accosta due estremi testamentari, le ultime due Sonate di Beethoven e Schubert, Yuja Wang (17 giugno), impegnata nella duplice veste di solista e direttrice della Mahler Chamber Orchestra nei due concerti di Brahms. Fazıl Say, pianista “visionario” con la Camerata Salzburg (30 aprile) tocca la purezza del Concerto K 414 di Mozart, Ólafur Arnalds (6 maggio), pianista e compositore islandese, una delle figure più rilevanti della scena contemporanea.
Il grande repertorio sinfonico vedrà succedersi al LAC Daniele Gatti sul podio della Staatskapelle Dresden (28 ottobre), la Freiburger Barockorchester e il Collegium Vocale Gent (5 dicembre) diretti da Pablo Heras-Casado, Diego Fasolis con I Barocchisti, il Coro della Radiotelevisione Svizzera e l’OSI in occasione della Pasqua (27 marzo), la Zürcher Kammerorchester (18 aprile) con Julia Hagen. Con REVOLTA (1° marzo), progetto della Geneva Camerata guidata da David Greilsammer, su coreografie di Kader Attou e Grichka, si rileggerà la Sinfonia n. 5 di Dmitrij Šostakovič: i musicisti stessi, che eseguiranno la Sinfonia a memoria, agiranno in uno spazio scenico condiviso con i danzatori. La stagione offre un’occasione unica per vedere sul grande schermo il capolavoro di Ridley Scott, “Blade Runner” (14 e 15 novembre) con la leggendaria colonna sonora di Vangelis eseguita da The Avex Ensemble. Star Wars tra musica e scienza (8 maggio) è, invece, un viaggio nel cinema attraverso musica e narrazione, sospeso tra scienza e fantascienza. In scena Luca Perri, astrofisico e divulgatore, che condurrà il pubblico in un percorso sinfonico tra galassie lontane, scienza e immaginario cinematografico, accompagnato dalle musiche di John Williams nell’interpretazione dell’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Jacopo Brusa.

La musica da camera chiama in scena grandi nomi: quest’anno il LAC avvia una collaborazione con Le Dimore del Quartetto, realtà milanese attiva nella valorizzazione di giovani ensemble selezionati a livello internazionale, attraverso tre concerti riuniti sotto il tema “Grand Tour”. Il Desguin Kwartet (24 gennaio) impegnato in un percorso che da Puccini, Debussy e Frank Martin conduce a Schubert; il Quatuor Våren (21 febbraio) che accosta Schubert, Verdi, Ravel e Mendelssohn; l’Helix Trio (21 marzo) che attraverso Clara Schumann, Domenico Turi, Schubert, Juon e Ravel, introduce una diversa grammatica dell’interazione strumentale. 4 I Solisti della Scala Fabrizio Meloni, Sandro Laffranchini e Francesco Libetta (4 aprile) portano nel ciclo la densità di una prassi maturata al più alto livello, con un programma da Beethoven a Tenco tra memoria e scrittura contemporanea.
Spazio alla musica sperimentale oltre alla definizione di generi, con Don Li Cosmotonic Experience (20 settembre), Maybe a Concert di Raissa Avilés (29 e 30 settembre), l’oud di Dhafer Youssef (16 ottobre), Roberto Pianca Quartet feat. Johnathan Blake (11 novembre), Nils Petter Molvær (10 gennaio), Melissa Aldana (17 marzo), Kinan Azmeh & CityBand (11 maggio). La contemporaneità musicale trova ancora una volta spazio al LAC attraverso due consolidate rassegne: Early Night Modern, curata da Oggimusica, e E.A.R. – Electro Acoustic Room, progetto di Spazio21 del Conservatorio della Svizzera italiana in coproduzione con il LAC. Tra i titoli in programma: erro. 5 (13 novembre), Canti di sangue e fate (1° dicembre), DADA Happening (26 febbraio), The Third extended wheel (24 marzo), Passatopresente (28 aprile), Oggimusica Meets Code 2027: La cupola plus (9 aprile), _non-persistent.memory (10 aprile), Suturee – live modular synthesizer set e Fragmented Landscapes (11 aprile). EAR – Elettro Acoustic Room presenta una serie di concerti dedicati al repertorio acusmatico, con musica elettronica diffusa da un sistema multicanale e accompagnata da momenti di approfondimento su tematiche relative al suono e all’ascolto, da quest’anno con ospiti provenienti da ambiti apparentemente lontani.
La nuova stagione musicale del LAC si apre il 12.09 con il Concerto di Gala Opera for Peace Academy, affiancata dall’Orchestra della Svizzera italiana diretta da Kamal Khan.
Maggiori informazioni: luganolac.ch