La pittura per Jean-Frédéric Schnyder

Dal 15 marzo la sede LAC del MASI ospita "Jean-Frédéric Schnyder. La pittura 2024/25", mostra a cura di Tobia Bezzola e Ludovica Introini che rende omaggio a uno degli artisti più originali e influenti della scena svizzera contemporanea.
12 Marzo 2026
di Redazione Lugano Eventi
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Jean-Frédéric Schnyder, Sonntag, 2024. Foto: Cosimo Filippini, 2026
Jean-Frédéric Schnyder, Sonntag, 2024. Foto: Cosimo Filippini, 2026

Jean-Frédéric Schnyder (1945, Basilea, vive a Zugo), dopo una formazione come fotografo realizza le sue prime opere nell’ambito dell’arte concettuale e della Pop Art negli anni Sessanta. Nel 1969 Harald Szeemann lo invita a partecipare alla mostra “When Attitudes Become Form” alla Kunsthalle di Berna. Nel 1972 prende parte a documenta 5 a Kassel, e dieci anni più tardi a documenta 7. Con una produzione eterogenea e originale che attraversa stili e generi diversi (tra fotografia, scultura, performance e pittura), diventa una figura di riferimento per le generazioni più giovani, restando sempre fedele a un principio costante: l’arte come mestiere quotidiano, esercizio di disciplina e di libertà. Con questo approccio sono nate anche le nuove opere presentate al MASI, più di cento dipinti ad olio inediti a cui Schnyder pittore ha lavorato in modo continuativo per due anni, dal 2024 al 2025.
Oltre a un corpus di lavori dai soggetti più disparati realizzati in atelier, l’artista ha creato una serie di paesaggi en plein air in diverse regioni della Svizzera, in cui la natura è la protagonista assoluta. In base alle regole che si è autoimposto, questi “taccuini visivi” sono stati dipinti nell’arco di una sola giornata, in ore di concentrazione assoluta che avvicinano l’esperienza pittorica a una dimensione quasi visionaria.

Jean-Frédéric Schnyder, EOS, 2025. Foto: Cosimo Filippini, 2026
Jean-Frédéric Schnyder, EOS, 2025. Foto: Cosimo Filippini, 2026


Accanto ai lavori recenti sono inoltre esposte al MASI due creazioni iconiche dell’artista, il monumentale “Still Leben” (“Natura morta”, 1970) e la serie “Billige Bilder” (“Quadri economici”, 2000-2019), con cui si apre la mostra.  Le 162 piccole tele della serie punteggiano interamente, da terra a cielo, le pareti della prima sala del MASI e si presentano come un immediato omaggio alla pittura nella sua dimensione più quotidiana e materiale. Le opere rivendicano un utilizzo frugale, umile della pittura, in cui nulla deve andare sprecato, ma al contempo si rivelano come resti consapevoli di altri lavori, alludendo alla loro presenza. Per Schnyder tutto è pratica rigorosa, anche il pluralismo stilistico: pittorialismo popolare, realismo, simbolismo, astrazione, citazioni pop e accenti kitsch convivono con naturalezza nelle nuove opere esposte al MASI. Lungo le pareti dell’ampio corpo centrale dello spazio espositivo, i lavori realizzati in atelier si alternano alla serie di piccoli dipinti naturalistici. Il soggetto ricercato e fissato in questo ciclo è la natura svizzera. Un’attenzione al paesaggio, quella di Schnyder, che, pur con modalità, poetiche ed esiti assolutamente autonomi e personali, si ricollega alla lunga tradizione della storia dell’arte elvetica. Secondo i limiti autoimpostisi da Schnyder, la scelta è caduta su scorci privi non solo di presenza umana, ma anche delle sue tracce più remote e indirette, come semplici pali della luce, binari o addirittura alberi tagliati: un annullamento radicale e totalizzante, che distingue questa da altre serie realizzate in passato dall’artista.

“Jean-Frédéric Schnyder. La pittura 2024/25” è dal 15.03 al 09.08 alla sede LAC del MASI.
Maggiori informazioni: masilugano.ch

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