Spunti di riflessione sulla scena artistica ticinese in vista del World Art Day

Il 15 aprile 2021 Visarte-Ticino coglie l’occasione per celebrare il World Art Day (WAD) attraverso l’apertura degli Ateliers artistici del cantone. Matteo Fieni, artista, operatore culturale e co-presidente di Visarte-Ticino ci parla di quest’iniziativa.
3 Marzo 2021
Manuela Masone
Matteo Fieni. Cortesia dell'artista. Camera F, 2021
Matteo Fieni. Cortesia dell’artista. Camera F, 2021

Che cosa significa per la scena artistica ticinese il World Art Day?
Come associazione di referenza degli artisti visivi in Ticino, Visarte ha il compito di stimolare una riflessione tale da permettere di superare la grande incertezza messa a nudo dalla crisi pandemica sopraggiunta anche in ambito culturale. In occasione del WAD la nostra associazione vorrebbe permettere di sollevare una riflessione su dei punti che potrebbero essere valorizzati maggiormente in favore di chi sta al cuore della cultura: gli artisti.

Prendendo spunto dalla situazione pandemica, avete parlato del ruolo degli artisti che generano nella società un’ondata di benessere, che spargendosi in diverse direzioni, funge da anticorpo nel tessuto sociale…
Se l’artista è quel medium capace di interagire trasversalmente tra concetti ed emozioni con grande elasticità, è per via della sua eccezionale abilità nel tradurre l’essenza della sua attenzione sino a farle raggiungere una forma tale da esser annoverabile nella cosiddetta “alta cultura”. Questa conoscenza, ho l’impressione sia una risorsa a cui la società attinge a piene mani ma che non riconosce completamente, soprattutto nel momento in cui dovrebbe lasciarla agire. Spesso si pensa all’artista solo come a quella componente che attiva il sistema dell’arte, basato sul mercato. Occorrerebbe reintegrare la figura dell’artista nella società cogliendone il potenziale estetico o espressivo, così come il ruolo etico e sociale dell’arte. Penso che queste particolari figure artistiche si stiano disgregando perché all’interno di un sistema fortemente competitivo, che spesso non favorisce lo sviluppo di tali potenzialità. Riconoscere lo status sociale dell’artista, significa riconoscere l’arte come componente efficace nel tessuto sociale, in grado di produrre “immunità artistica” grazie agli “anticorpi artistici”.

Quali sono a questo livello le necessità in Ticino?
Lo Statuto degli artisti UNESCO del 1997, all’art. 7 afferma:

Siamo convinti che gli artisti debbano partecipare all’elaborazione e all’esecuzione delle politiche culturali nazionali, per assicurare un’evoluzione della loro condizione e, allo stesso tempo, per svolgere al meglio il loro ruolo di consulenza presso i governi e gli enti territoriali”.

Nel nostro cantone molti artisti auspicano all’accrescimento delle sinergie nello sviluppo delle politiche culturali, sia sotto forma di risorse condivise che di un progetto culturale su più ampia scala, che includa l’artista, lo ascolti e progressivamente lo integri più attivamente nella scena artistica territoriale, in un contesto inclusivo e non esclusivo o di élite, sul modello di ciò che esiste già in altre realtà svizzere.

Il nostro desiderio è quello di suscitare una volontà tale da riformare l’approccio organizzativo e favorire maggiore consapevolezza nei confronti della sensibilità artistica e dell’apporto che la stessa può fornire alla società nello sviluppo di quell’intelligenza emotiva, tanto necessaria in un’epoca sempre maggiormente condizionata da algoritmi.

Crediamo che la soluzione esista formando interdisciplinarietà diffusa, in modo da generare nel tempo una visione ampiamente condivisa, che permetta anche di facilitare agli organi di governo il processo decisionale nei riguardi del sistema culturale e dell’arte nell’avvenire.

In concreto, ci sono progetti che vorreste vedere realizzati in futuro?
Un progetto che ci sta particolarmente a cuore è quello della realizzazione di residenze-ateliers per gli artisti, da poter organizzare negli spazi sfitti non solo della città di Lugano, ma coordinatamente estesa a tutto il comprensorio cantonale. La moltiplicazione di questi particolari luoghi a livello “osmotico” andrebbe a favore della proliferazione del percorso degli artisti locali stimolando la cascata positiva sulle realtà presenti sul
territorio. Inoltre l’implementazione di una Kunsthalle (o una casa degli artisti) gestita dagli artisti/operatori culturali stessi, permetterebbe inoltre di dare vigore alla scena artistica a tutti i livelli. Questo modo di operare a lungo termine andrebbe anche a beneficio del tessuto connettivo (sociale, economico ed emotivo) del nostro cantone favorendo il percorso di crescita dei nostri giovani artisti.

Un pensiero finale…
Ci auguriamo per cui che il WAD sia l’occasione per avviare o approfondire una riflessione in merito che coinvolga sia gli artisti che le autorità in questo periodo così complesso per l’intera società. In questo senso l’apertura degli ateliers degli artisti durante il WAD ha anche un valore simbolico: vorremmo aiutare le persone a sollevarsi dal grigiore imposto dalle forze oscure che hanno cercato di ostacolare il cammino creativo dell’uomo. Personalmente inoltre mi piacerebbe che questa iniziativa possa tradursi anche in nuove opportunità di confronto e accettazione reciproca fra artisti e autorità, in vista di favorire quelle partnerships tra pubblico e privato, in cui risiedono i più alti simboli di emancipazione della nostra società.

Maggiori informazioni:

visarte-ticino.ch

World Art Day

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Redazione LuganoEventi

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