Suggestioni discografiche – Febbraio

L’appuntamento mensile per scoprire nuova musica: una selezione di album a cura di Filippo Corbella, direttore artistico della Divisione eventi e congressi.
25 Gennaio 2022
di Filippo Corbella
Salva nei preferiti
Salvato

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Neon Golden” dei Notwist (2002)
Rappresenta uno dei punti di incontro tra il pop, il cantautorato e l’elettronica (dopo o con “Ok Computer” dei Radiohead). Mi sono avvicinato ai Notwist con un album inavvicinabile: ricordo ancora il luogo, il momento e la compagnia. L’esperienza che ne ho fatto da quel momento in avanti è di come un disco possa diventare in qualche modo amico, compagno di viaggio, punto di riferimento e metro di paragone critico. Prima di quel disco i Notwist avevano già fatto tanto ma quel febbraio 2002 è diventato uno spartiacque, per loro, per me, per molti artisti e per il modo di scrivere e concepire la musica indie-elettronica. Da quel febbraio ne sono cambiate di cose: sono passati 20 anni, hanno pubblicato 4 dischi, se ne è andato Martin “Console” Gretschmann, il maestro che li ha trasformati da rockers a fari dell’indie-elettronico, ed è arrivato Cico Beck. Nel 2021 sono usciti con un nuovo disco, “Vertigo Days”, in cui si sente una sorta di ritorno alla meravigliosa nostalgia, pop, indie, elettronica, delicata o, come direbbe Thomas Morr, “plinkerpop”, di quel lontano e unico disco. I ritmi (a tratti “allegri” – intesi come indicazione agogica), i rullanti senza cordiera, le melodie larghe con la voce di Markus (elemento essenziale), le armonie nostalgiche puntellate da una certa dose di “industrialismo”, un certo minimalismo concettuale, un po’ di lo-fi, un po’ di shoegaze e l’atmosfera downbeat ne fanno sicuramente un disco da avere se si vuole tornare a respirare un po’ di quel 2002. Lunga vita ai fratelli Acher.
Ascolta “Into Love / Stars” dei Notwist

HEY WHAT” dei Low (2021)
Un disco di ricerca. Una sorta di sequel di “Double Negative” (il punto culmine della band) che ha “deframmentizzato” il loro stesso processo creativo e musicale, spaccando e processando gli accordi e gli strumenti, fino ad arrivare alla distorsione digitale come vera base delle canzoni. Le armonie si infrangono su scogli digitali generando una schiuma, un tappeto sonoro che si contrappone a voci invece sempre meno sussurrate. Dopo 13 produzioni d’altra parte non hai proprio più bisogno di dimostrare nulla e ti puoi permettere di fare un po’ quello che vuoi…
Il disco esce per Sub Pop Records, che scrive: “I Low si concentrano sul loro mestiere, restando fuori dalla mischia e mantenendo le loro convinzioni per trovare nuovi modi di esprimere la dicotomia e la gioia della vita, per trasformare la dualità dell’esistenza in inni che possiamo condividere.”
Ascolta “White Horses” dei Low

SCURO CHIARO” di Alessandro Cortini (2021)
Stregati, ci si sente dopo l’ascolto, forse proprio per via di quella STREGA con la quale crea i mondi sonori, una STREGA creata proprio da Alessandro con i geni della “Make Noise”. Ma cosa esce da questa “scatola”? Immagini, immagini sonore, dei soggetti ambientali o umani, o fantastici, che vengono indagati in ogni loro sfaccettatura. L’occhio si fissa su un punto e intorno ad esso fluisce un emergere perpetuo e ostinato di dettagli, cattedrali di particolari che ne definiscono la natura senza essere mai l’apparente soggetto principale. Un po’ come attori non protagonisti, discretamente, si installano nella memoria di un film più ancora dei principali. Non si può ascoltare Cortini se non con immagini.
Ascolta “Chiaroscuro” di Alessandro Cortini

Genetliaci
50 anni di “Harvest” di Neil Young
Genere: folk rock, country rock
Uscito il 14.02.1972
Quarto album del cantante e musicista canadese Neil Young. L’album più venduto negli Stati Uniti nel 1972, è un classico del folk che ospita le voci di Crosby, Stills e Nash, oltre a Linda Ronstadt e James Taylor.

50 anni di “Pink Moon” di Nick Drake
Genere: folk
Uscito il 25.02.1972
Terzo e ultimo album del cantautore e chitarrista inglese Nick Drake. Un album breve (28 minuti) e permeato da una malinconica bellezza, con cui Nick Drake si congeda dal mondo forse senza saperlo.

45 anni di “Rumours” dei Fleetwood Mac
Genere: pop rock, soft rock
Uscito il 04.02.1977
Undicesimo album del gruppo britannico e americano Fleetwood Mac. Una gestazione travagliata per un disco che vince il Premio Grammy album dell’anno, è considerato la più bella opera della band icona degli anni ’70.

20 anni di “Geogaddi” dei Boards of Canada
Genere: elettronica, ambient
Uscito il 18.02.2002
Secondo album del duo scozzese Boards of Canada. Per NME il migliore album elettronico dell’anno, un caleidoscopio di suoni che evocano l’infanzia in cui la voce umana si divincola lentamente.

Buon ascolto.

Lascia un commento

Articoli più letti

2 Dicembre 2021
di Silvia Onorato

Articoli correlati