08 April 2020

Alessandro Mazzoni - artista #DistantiMaVicini

In questo periodo in cui il mondo culturale ticinese ha dovuto “abbassare il sipario”, abbiamo chiesto a personaggi del mondo artistico-culturale di raccontarci come vivono questo momento e di darci qualche spunto per trascorrere il tempo ciascuno a casa propria.

Oggi è il pittore, disegnatore tessile e musicista Alessandro Mazzoni a parlarci.

Come stai vivendo questo momento particolare?

A parte le lezioni saltate a scuola allo CSIA dove insegno disegno tessile la situazione attuale non è molto differente dal mio tran tran giornaliero fra casa, l'atelier Zenith dove lavoro in co-working con altri artisti e le passeggiate con il mio cane Nadir. Sono sempre stato abituato a condurre una vita abbastanza ritirata e questa condizione non è così nuova per me come potrebbe esserlo per altri.

Sto sfruttando questo tempo per suonare l'arpa celtica e terminare la grafica del mio album "Tales of the Seasons" che sarà disponibile in streaming sulle principali piattaforme tra poco e su disco fisico fra qualche settimana, coronavirus permettendo.
Quale libro, film, brano musicale o attività consiglieresti a chi si trova a casa?

Potrei consigliare di riscoprire quelle attività che a causa degli impegni e dei ritmi nevrotici odierni sono andate perdute. Io l'altro giorno mi sono rimesso ad ascoltare un audiolibro con un racconto di Alessandro Baricco, cosa che non facevo da diversi anni. Un'amica mi ha inviato un link per poter accedere a dei tour virtuali nei principali musei del mondo che trovo un'occasione interessante. E perché no se volete ascoltare della musica rilassante e siete fan dell'arpa vi raccomando un viaggio fra le stagioni con il mio album.

Cosa vorresti dire ai lettori?

L'occhio dell'artista è abituato a rivolgersi all'interno ma questo non è ovvio per tutti, in particolare per coloro i quali sono sommersi di impegni di lavoro. Questo momento storico può rivelarsi importante per una riflessione generale sul nostro stile di vita. Vorrei invitare i lettori ad osservare la situazione da punti di vista diversi, ad esempio l'impatto positivo del ridotto movimento delle persone e delle industrie sull'ambiente. Se tutti quanti imparassimo ad accontentarci di più delle cose che già abbiamo in situazioni "normali", a rallentare i ritmi, a rinunciare a piccole cose superflue, a polarizzare l'attenzione sulle cose e le persone importanti della vita, probabilmente non saremmo arrivati a questi livelli di caos. Una vita un poco più "slow" non farebbe di certo male: alla psiche, al corpo e al pianeta.
Spero con tutto il cuore che l'essere umano possa sfruttare questa occasione per ritrovare le proprie radici: non per tornare al medioevo, intendiamoci, ma per andare incontro al futuro in modo più consapevole e cosciente.

www.alessandromazzoniart.com

www.remotextiles.com

Tales of the Seasons su Spotify

Nota: questa intervista è stata realizzata qualche settimana fa, quando le direttive dettate dalla situazione sanitaria non erano ancora così restrittive.

 

A cura di Manuela Masone