02 February 2021

Close up di Nevercrew: il ciclo di vita delle opere urbane

Comunicato da parte di Arte Urbana Lugano (AUL) circa il murales Close up di Nevercrew: il ciclo di vita delle opere urbane

 

Scalda il cuore vedere come la comunità si affeziona alle opere urbane. Gli artisti, lavorando nello spazio urbano, con le loro opere hanno la capacità di risvegliarci e farci riflettere sulle cose che contano. Le modine apparse davanti al murales Close up, realizzato nel quadro del progetto Arte Urbana Lugano dal duo di artisti ticinesi Nevercrew nel corso dell’estate 2020, hanno fatto nascere molte discussioni, veicolate per lo più sui social networks. Con la creazione di questa grande opera, il quartiere ha infatti cambiato volto, le persone hanno alzato lo sguardo e potuto apprezzare qualcosa di diverso. Il lavoro di Nevercrew è in effetti di straordinaria qualità e alla qualità ci si affeziona.

Nel momento però in cui la comunità diviene consapevole che quest’opera è effimera, sembra affiori una strana sensazione di opposizione alla sua stessa natura: la Street Art infatti è effimera. Certamente, il progetto Arte Urbana Lugano, in qualità di promotore principale a Lugano per ciò che concerne questo tipo di espressione artistica, desidera fortemente, come la comunità, che le opere realizzate restino a disposizione di tutti, se non in maniera permanente, almeno il più a lungo possibile. Detto questo, una volta l’opera creata, essa appartiene allo spazio urbano e alla popolazione che lo vive e lo abita. Non vi è al momento nessuno strumento che ne permetta la conservazione sul lungo termine ed è anche per questo che si tratta di
un’arte viva e in continuo movimento: essa si trasforma, nasce, muore, cambia, in continuità con lo spazio urbano.

Per rispondere più concretamente alle questioni sollevate circa il ciclo di vita dell’opera Close up, ricordiamo che i grandi lavori di Street Art, come in questo caso, vengono realizzati spesso su pareti cieche. Queste pareti, sono cieche proprio perché, prima o poi, un altro edificio ci si possa adagiare contro. Per la parete in questione, noi come gli artisti, sapevamo certamente che erano previsti dei lavori di ristrutturazione sull’edificio adiacente. Come comunicatoci dai proprietari dello stabile in questione, sapevamo anche che questi non sarebbero iniziati prima di qualche anno, dando così all’opera un certo periodo di vita. E infatti così dovrebbe ancora essere: i lavori previsti cominceranno sul lato di Via Zurigo, e prima che la parte adiacente al murales sia intaccata, passerà ancora diverso tempo.

Certo ci si può domandare perché la scelta di dare vita a quest’opera, su questa parete, nonostante la consapevolezza che sarebbe durata pochi anni. A questo proposito metterei nuovamente in evidenza che la Street Art è effimera, e che proprio questa sua peculiarità favorisce di fatto nel nostro territorio la realizzazione di questo tipo di opere. Infatti, da un punto di vista pratico, se le opere fossero pensate come permanenti, sarebbe ancor più complicato, se non impossibile, riuscire a ottenere i permessi per realizzarle. L’opera
Close up inoltre è stata realizzata in tempo di pandemia, cercando di trovare un equilibrio tra tutte le difficoltà che questo comporta e le esigenze del lavoro di Nevercrew (in termini di posizione, visibilità, e situazione della superfice della parete stessa). Di pareti, a Lugano, che soddisfano queste esigenze, non ve ne sono molte, senza contare che anche a trovarle, è necessario che i proprietari privati siano sensibili e d’accordo nel realizzare l’intervento e questo non è affatto evidente. La realizzazione è stata inoltre possibile anche perché i costi del dipinto sono stati contenuti: gli artisti stessi hanno deciso di ridurre il loro compenso, come gesto nei confronti del progetto AUL e della Città di Lugano in un momento difficile per la cultura a causa del Covid-19. L’intervento ha infine permesso di rilanciare le iniziative nell’ambito dell’arte urbana, favorendo la disponibilità di proprietari privati nel mettere a disposizione delle pareti interessanti su cui lavorare. La qualità indiscutibile del lavoro proposto da Nevercrew, unita ad una serie di contingenze, hanno dunque fatto propendere per la via del “sì” piuttosto che per quella del “no”.

Quello che è certo è che la Street Art, anche se è effimera, ha grande valore artistico e sociale. Per questo non ci fermeremo e cercheremo sempre nuovi spazi per realizzare opere di interesse collettivo, continuando a partecipare, insieme agli artisti, a questo risveglio e alle trasformazioni che comporta.

Valeria Donnarumma
per Arte Urbana Lugano

Scarica il comunicato stampa qui:
Risposta Arte Urbana Lugano circa Murales Nevercrew