18 March 2020

Matteo Fieni - fotografo #DistantiMaVicini

In questo periodo in cui il mondo culturale ticinese ha dovuto “abbassare il sipario”, abbiamo chiesto a personaggi del mondo artistico-culturale di raccontarci come vivono questo momento e di darci qualche spunto per trascorrere il tempo ciascuno a casa propria.

Oggi è il fotografo Matteo Fieni a parlarci.

Come stai vivendo questo momento particolare?

Questo momento ha un significato profondo che mi auguro permetterà di riscoprire dei valori andati persi nel tempo. Sono consapevole che questa situazione sta cambiando il modo con cui ci rapportiamo al mondo e di riflesso a noi stessi. E viceversa. È un ritorno alla Natura e non inteso come un retrocedere, ma invece quanto un andare in alto per dirla con le parole di Nietzsche. E si approfitta quindi per camminare sulle spalle dei giganti così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane. Quindi letture che mi accompagnano in questi giorno sono fatte di riscoperte e di referenze letterarie che oscillano tra apocalisse e utopia, psicologia e filosofia. A giudicare dalla pila di libri sistemati a Camera F, i miei viaggi immaginari spaziano tra Tommaso Moro, Marlene Haushofer, Franz Hessel, Carl Gustav Jung, George Orwell, Matthew Phipps Shiel, Philip K. Dick, Thomas Hobbes, Jean Clair, Guy Debord, Giorgio Agamben, José Saramago, Jean Baudrillard, Paul-Michel Foucault, Massimo Venturi Ferriolo, Kurt Vonnegut, Raymond Chandler e Paul Auster.

Quale libro, film, brano musicale o attività consiglieresti a chi si trova a casa?

Per essere più pratici invece consiglio di innalzare le difese naturali che già abbiamo naturalmente. Essendo un salutista per diletto, curo l’alimentazione che tendenzialmente dovrebbe essere “basica”, fatta prevalentemente di frutta e verdura. Da tempi non sospetti, svolgo attività fisica costante e ammetto di uscire ancora alla mattina presto per farmi una corsetta urbano-naturalistica immaginando di camuffarmi “apotropaicamente” tra qualche improvvisato cecchino ideologico e la self- surveillance panoptica che serpeggia in questi tempi. Mai come ora occorre esercitare quella umanità e quel buon senso che come uomini abbiamo dimenticato e che ci ha condotto alla pandemia attuale. Il mondo prima era malato, ora si sta curando e, se non ci si redime ora che c’è la possibilità…

Cosa vorresti dire ai lettori?

Per aiutarci ad illuminare questo percorso, mi sta solleticando l’idea di lanciare una sorta di iniziativa: anche solo per un’ora, ma tutti assieme; spegnere tablet e luci artificiali (...) per ritrovare l’antica relazione con il cosmo e relativo mondo interiore. Il cosmo che c’è in noi.

www.matteofieni.ch

www.cameraf.ch

Didascalia immagine:
Dalla serie Barcodes, Sighignola (2017) - Cortesia dell’autore © Matteo Fieni
Questa immagine è stata ripresa dal sentiero di Gandria, durante una notte di luna piena
e ritrae lo spazio esistente più ampio senza luci artificiali sul Lago di Lugano.

 

A cura di Manuela Masone