17 March 2020

Miguel Angel Cienfuegos - Teatro Paravento ##DistantiMaVicini

In questo periodo in cui il mondo culturale ticinese ha dovuto “abbassare il sipario”, abbiamo chiesto a personaggi del mondo artistico-culturale di raccontarci come vivono questo momento e di darci qualche spunto per trascorrere il tempo ciascuno a casa propria.

Oggi è Miguel Angel Cienfuegos del Teatro Paravento di Locarno a parlarci.

Come sta vivendo questo momento particolare la vostra Compagnia?

Giorni fa abbiamo pensato di inviare una mail ai nostri spettatori per consigliare loro, modestia a parte, se proprio non ce la facevano a resistere alla nostalgia di non vederci sul palcoscenico, di guardare i diversi nostri spettacoli che ci sono in youtube. Abbiamo desistito pensando che era meglio aspettare di incontrarci realmente, di darci una fiduciosa stretta di mano o un caloroso abbraccio dopo che per tanto tempo ne siamo stati privati e infine, di vivere insieme una rappresentazione teatrale dal vivo. Il teatro è questo e lo si fa dal vivo e in diretta. Ci incute un certo timore che l’idea di stare lontani possa perdurare oltre al coronavirus. Per il teatro questo sì che sarebbe letale. Ma confidiamo che uno degli strumenti per poter essere nuovamente società riunita, sia giustamente il teatro. Oltre alle riflessioni ci accompagna anche il lavoro, un po’ frammentato e dai nostri domicili. Siamo agli ultimi dettagli della programmazione dei nostri festival dell’estate. Stiamo preparando le nuove produzioni teatrali e allestendo un nuovo cartellone con gli spettacoli annullati.

Quale libro, film, brano musicale o attività consiglieresti a chi si trova a casa?

Consiglio di lettura: Rafik Schami, autore siriano: “La voce nella notte”, un libro pieno di magia e fascino orientali. Per la musica: Pierangelo Bertoli “Eppure il vento soffia ancora”, un canto di speranza.

Cosa vorresti dire ai lettori?

Un abbraccio… per il momento virtuale, a tutti e che l’umorismo non scompaia mai. Di C. Corrivetti: “Ad un esame del sangue gli trovarono una vena creativa. Incurabile!”

www.teatro-paravento.ch

A cura di Manuela Masone