Europa federale, una promessa tradita

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La ponderosa pubblicazione di Luigi Zanzi, dal titolo significativo Il federalismo e la critica della ragion politica. Per un "altro" futuro dell'Europa e dell'Umanità fornisce un'occasione di riflessione su un tema di forte attualità, quello della direzione e del destino dell'Europa attuale.
La prospettiva del federalismo si scontra sia con la dimensione totalitaria e nazionalistica degli stati o regioni, sia con quella locale e indipendentista dei movimenti secessionisti. L'obiettivo di una federazione europea fu esplicitato in maniera forte nella storica dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950. Un'eco più che mai viva di quell'idea d'Europa trovò espressione in talune iniziative di militanti federalisti guidati da Altiero Spinelli, che chiedevano l'elezione a suffragio universale del Parlamento Europeo. Il Trattato per l'istituzione dell'Unione Europea del 1984 fu concepito da Spinelli in una prospettiva pragmatica, al fine di far passare quel minimo di costituzione federale allora possibile. Questo evento di grande significato politico non ha trovato ulteriore sbocco, perché è mancata la capacità di battersi contro gli stati nazionali per chiedere loro le rinunce di sovranità indispensabili, al fine di costituire uno stato federale in Europa.
E dire che l'esperienza elvetica sarebbe stata istruttiva al riguardo: gli Svizzeri erano consapevoli che le divisioni avrebbero potuto determinare la loro scomparsa ed ebbero il coraggio di unirsi, non per fare una nazione accentrata e omogenea, ma per coordinare e salvaguardare le specificità regionali in un concerto plurilinguistico e multiculturale.

Relatori: Gerardo Rigozzi, Arturo Colombo, Oscar Mazzoleni, Luigi Zanzi

Immagine: flickr Cédric Pulsney