Ana Arabia

Cinema dal Mondo | Speciale Medio Oriente

Quando e Dove

Prezzo

CHF 10.–/8.–/6.–

Promotori

CCB - Circolo del Cinema Bellinzona
Viale Portone 17
6500 Bellinzona
[email protected]
www.cicibi.ch

Per la seconda volta questa rassegna, indispensabile al fine di allargare l’offerta cinematografica al di là dei confini occidentali imposti dal mercato, si concentra su uno specifico territorio: il Medio Oriente. Territorio vastissimo, che per comodità possiamo estendere dall’Egitto all’Iran, di cui quotidianamente i media ci rendono conto con bollettini di guerra, di tensioni, di atrocità. Territorio sul quale probabilmente si stanno giocando i destini del mondo intero e che quindi non può non riguardarci da vicino, come tra l’altro sta a dimostrare l’inarrestabile fenomeno migratorio verso i paesi europei.

Questa rassegna presenta quindici film recenti girati in vari paesi del Medio Oriente (una buona parte in prima visione ticinese, uno in anteprima svizzera) e intende accompagnare lo spettatore in un viaggio di conoscenza verso terre dal nome abusato ma di fatto ancora tutte da esplorare, alla scoperta di uomini e donne che siamo abituati a classificare in base alla loro appartenenza religiosa o politica ma che siamo poco inclini a incontrare e ad accettare realmente come nostri simili.

ANA ARABIA Israele

Amos Gitai

Israele/Francia 2013, v.o. ebraica, st. f, 85’

Premio Robert Bresson, Venezia 2013

Prima visione ticinese

Una giovane giornalista, Yael, si reca in un quartiere, tra Tel-Aviv e Jaffa, in cui israeliani e palestinesi convivono. Ha sentito parlare di una donna ebrea che, sopravvissuta ad Auschwitz, aveva sposato un arabo ed era andata a vivere lì. Nella sua visita ascolta ciò che il marito Youssef, da cui ebbe cinque figli e venticinque nipoti, ha da raccontarle e raccoglie anche le testimonianze di parenti e conoscenti. 

Si tratta di una vicenda che si inserisce perfettamente nella filmografia del regista israeliano, da sempre attento ad indagare i perché di una rivalità (che spesso si trasforma in odio) tra due popoli che hanno saputo convivere nel passato e potrebbero tornare a farlo. Gitai sceglie di raccontare questa storia con un piano sequenza che ha la durata dell’intero film, che si svolge quindi in tempo reale. Sul piano simbolico la scelta è di grande valore, perché avvolge ed unisce due mondi, due culture e due memorie che si vorrebbero opposte realizzando un film senza stacchi, senza separazioni, neppure di montaggio. 

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