1:1 in direzione ostina e contraria | EVENTO ANNULLATO

Patrizia Pfenninger

Quando e Dove

Prezzo

Evento Gratuito

Promotori

Fondazione Museo Mecrì
Via Mondacce 207
6648 Minusio
+41 (0)91 745 20 88
[email protected]
www.mecri.ch

Extra

Orari di apertura:
Da martedì a sabato dalle ore 14:00 alle ore 17:00
Domenica dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 14:00 alle ore 17:00
A partire dalla metà del mese di marzo verranno organizzati delle serate eventi che avranno luogo nel Padiglione adiacente la sede museale, volte ad approfondire ulteriori aspetti del lavoro e del percorso artistico di Patrizia Pfenninger.

Per il primo appuntamento di quest'anno il museo apre le sue porte ad una giovane artista, Patrizia Pfenninger, e presenterà un progetto particolare e strettamente legato a tematiche molto attuali intitolato appunto 1:1. In direzione ostinata e contraria. Per l'occasione Pfenninger, alla sua prima mostra personale in un'istituzione museale, ha concepito e realizzato un allestimento in cui ognuno dei tre piani della Fondazione ospita una specifica serie di opere. Ogni livello permetterà al visitatore di confrontarsi e riflettere sull'attuale situazione del mondo contemporaneo e sulle scelte che quotidianamente siamo tenuti a compiere. Il tutto, sotto svariati punti di vista, rispettando sempre la scala o il rapporto "uno a uno". 
1:1 è da considerarsi in primis quale rapporto di grandezza in cui la rappresentazione degli oggetti rispetta fedelmente le dimensioni reali degli stessi. Al contempo l’artista dona un’interpretazione della realtà e offre allo spettatore il materiale per confrontarsi e riflettere in modo diretto, come detto “uno a uno”, sui valori della società che lo circonda, accompagnandolo in una sorta di climax che culmina con un’opera inedita di grande impatto visivo ed emotivo.

Articolata in tre momenti chiave la mostra affronta tre macrotemi: valore, identità e attualità. Si parte dal piano terreno in cui viene messa in questione la nozione di valore. Per farlo l'artista utilizza banconote provenienti da svariati paesi del mondo che modellate, alla maniera di un carattere mobile, vengono impiegate per comporre delle parole, o meglio, delle sculture tipografiche in cui il significato del vocabolo talvolta entra in contrasto, altre in armonia, con la realtà e gli stereotipi collegati alla nazione rappresentata. Al primo piano l'artista sposta la riflessione sull'identità, intesa come risultato e risultante dal nostro rapporto con gli oggetti che ci circondano e popolano il nostro quotidiano. Ambientato in una sorta di paesaggio post apocalittico in cui i sopravvissuti non sono altro che i residui pietrificati del nostro tempo: oggetti, utensili, vestiti, bottiglie e tanto altro ancora. In questo clima il visitatore si ritrova di fronte quelli che potrebbero essere considerati i reperti del futuro. In un crescendo fisico e metaforico, al secondo piano del museo si affronta la terza tematica: attualità. Lo spazio è invaso da un'onda anomala (opera inedita dal titolo TsuMani e realizzata appositamente per la Fondazione) composta da centinaia di braccia nere che stanno per travolgere il visitatore. Quest'ultimo avrà, come sempre e in ogni momento della nostra vita, la possibilità di scegliere se rimanere a debita distanza o avanzare per affrontare la problematica, così come il messaggio di cui quest'opera si fa portatrice.

La mostra è accompagnata da uno speciale catalogo delle opere con testi di Pasquale Diaferia, Diego Stephani e Elena Stoppioni. 

Immagine fornita dal promotore