Esplorando le geografie della solitudine insieme a Robinson

Il viaggio letterario della decima edizione del Festival di letteratura PiazzaParola ha come protagonista Robinson Crusoe, figura archetipica che è entrata a far parte dell’immaginario collettivo occidentale e che offre numerosi punti di contatto con il presente pandemico che ci troviamo a vivere. Un viaggiatore, un avventuriero, un eroe di estrazione borghese, un naufrago, animato da uno spirito pragmatico e individualista, ma anche da un atteggiamento colonialista e razzista, una visione della natura asservita ai suoi bisogni. Luci e ombre di una icona letteraria portate a Lugano con una ventina di incontri e dibattiti con ospiti svizzeri e internazionali, momenti musicali e una rassegna cinematografica.
21 Ottobre 2021
di Silvia Onorato

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PiazzaParola
Willem van de Velde, “Il colpo di cannone”, pittura ad olio su tela, 1680

La decima edizione di PiazzaParola, manifestazione fondata dalla Società Dante Alighieri della Svizzera italiana, è curata da Yvonne Pesenti Salazar e Natascha Fioretti e coprodotta dal LAC. Come da tradizione, anche per la decima edizione è stato selezionato un grande classico della letteratura occidentale. Dopo Don Giovanni, Madame Bovary e Frankenstein, protagonisti di precedenti edizioni del festival letterario, quest’anno fulcro tematico è il libro di Daniel Defoe, uscito nel 1719, dal titolo completo “La vita e le strane sorprendenti avventure di Robinson Crusoe”. Un classico unico nel suo genere: primo romanzo moderno della letteratura inglese, arrivato dopo la grande tradizione poetica, inaugura il genere della letteratura di viaggio, di avventura e di scoperte; best seller ante litteram, ha goduto sin dalla pubblicazione di grande successo presso i contemporanei, venne riedito più volte, tradotto, oltre a generare un ampio numero di imitazioni con il nome di Robinsonade; un classico che è in realtà un libro per l’infanzia, il cui protagonista è divenuto parte dell’immaginario collettivo tanto da essere conosciuto anche da chi non ha letto il libro. Robinson è un simbolo del mito laico dell’individualismo, che grazie alla ragione è capace di risolvere in autonomia problemi e contrattempi, usando come bussola il criterio dell’utilità. Robinson offre quindi un ventaglio di temi che sorprendentemente risuonano con il periodo storico attuale e ci aiutano a leggerlo: il desiderio di avventura, la perdita di punti di riferimento, la solitudine e l’isolamento, il pensiero razionale quale ancora di salvezza; ma anche il colonialismo, il razzismo, l’atteggiamento antropocentrico nel relazionarsi con natura.

Nadia Fusini


Numerosi gli appuntamenti che animeranno il festival tra il 16 e il 24 ottobre nelle sale del LAC. L’evento di anteprima, sabato 16 ottobre, è dedicato alla Svizzera, nazione-isola nel mezzo dell’Europa, priva di lingua e cultura comuni eppure coesa, longeva e stabile. Lo storico ed esperto di viaggi Claudio Visentin ne parla insieme a Marco Agosta, curatore della rivista The Passenger la cui ultima uscita ha come oggetto la Confederazione, con la moderazione di Stefano Vassere. Un momento per riflettere e scoprire che paese sia, al di là degli stereotipi e delle caricature, e come pure essa venga percepita dagli altri (“Alla scoperta dell’isola Svizzera”, 16.10, 11:00).
L’apertura del festival è mercoledì 20 ottobre con due incontri che mettono al centro l’opera: la professoressa di letteratura comparata Nadia Fusini racconta contesto e genesi del primo romanzo di avventura (“L’isola del romanzo”, 20.10, 18:00). L’incontro con il professore di letteratura inglese Arturo Cattaneo esplora invece la concezione settecentesca di viaggio, diventato una tappa nella formazione dell’individuo (“Di viaggi e di avventure”, 20.10, 18:45). I due incontri verranno animati da un momento musicale, a cura di Giuseppe Clericetti, in cui il violista da gamba Cristian Costantin ricreerà l’atmosfera di un salotto borghese dell’Inghilterra di inizio 1700.
Il festival torna con due dialoghi venerdì 22. Il primo, vede il giornalista Aurelio Musi tracciare storia e caratterizzazione della solitudine, nelle sue diverse forme: dagli ormai familiari confinamenti per motivi sanitari, a condizione amata e coltivata da eremiti, partendo dagli antichi e arrivando ai social media
(“Solitudini antiche e moderni confinamenti” 22.10, 18:00). L’incontro con il diverso e la relazione che viene instaurata con l’altro è invece tema del dialogo con l’antropologo Marco Aime: partendo dall’icona letteraria di Venerdì, verrà indagata l’attitudine colonialista e razzista di Robinson, come anche lo schema di rapporto servo-padrone ricalcato dal protagonista (“Il selvaggio Venerdì”, 22.10, 18:45).
Il festival prosegue sabato mattina, con il giornalista Paolo Pagani e la filosofa Ilaria Gaspari, che raccontano la vita avventurosa e costellata di viaggi di un celebre individualista, Nietzsche (“Individualismo mito laico dell’occidente”, 23.10, 10:15), mentre di dominio dell’uomo sulla natura parla il filosofo Emanuele Coccia (“Addomesticare la natura selvaggia” 23.10, 11:15).

Björn Larsson. Foto: Alecani


Sabato pomeriggio si apre la consueta finestra sulle letterature delle diverse aree linguistiche svizzere, grazie a dialoghi con autori svizzeri sulle loro opere più recenti. Si comincia con un autore di lingua tedesca tra i più amati, maestro del racconto e cacciatore di storie Alex Capus, che nel suo ultimo libro indaga le conseguenze del colonialismo nell’Africa centrale su tre protagonisti europei (“Il desiderio di esotismo”, 23.10, 14:15). Bruno Pellegrino racconta invece l’isolamento armonioso di due fratelli nella natura (“Un’isola nella campagna vodese”, 23.10, 16:15), mentre Andrea Fazioli e Yari Bernasconi inviano una cartolina immaginaria dall’isola di Robinson (“Cartoline dall’isola”, 23.10, 17:30). La finestra sulla letteratura svizzera prosegue domenica 24, con il grigionese Arno Camenisch e le ombre della tragedia che hanno contraddistinto la percezione collettiva del suo villaggio di infanzia (“L’ombra della tragedia”, 24.10, 11:15). Infine, con Frédéric Pajak si parla di malinconia, registrata nel suo romanzo grafico autobiografico, sentimento che accomuna l’umanità attraverso i secoli specialmente in periodi colmi di incertezze (“Manifesto incerto per il XXI secolo”, 24.10, 16:15). 

Gilles Marchand. Foto: Thomas Plain


La giornata conclusiva di domenica accoglie anche ospiti internazionali. Lo scrittore svedese Björn Larsson  come abbia ispirato i suoi romanzi storie di avventure di pirati e navigatori, esistenze nomadi, libertà. (“Ma quanti sono gli eredi di Robinson?”, 24.10, 10:15). L’evento di chiusura porta, infine, l’attenzione sul ruolo del giornalismo culturale, che con la sospensione di spettacoli, concerti e manifestazioni culturali, ha fornito strumenti d’accesso alla sfera culturale. Dario Olivero, caporedattore culturale del quotidiano italiano Repubblica, e Gilles Marchand, direttore generale della società Svizzera di radiotelevisione SRG SSR, saranno in dialogo con Roberto Antonini e Natascha Fioretti, (“Isole di cultura per salvarci dai naufragi quotidiani”, 24.10, 17:30).

PiazzaParola è anche al cinema, con quattro appuntamenti che cadono di martedì presso il Cinema Iride. Quattro pellicole legate dal filo rosso di un’icona letteraria che parla agli uomini e alle donne di oggi: “Lagaan” (India, 2001) fa riflettere sul dominio e l’imperialismo (19.10, 20:30); “Deux moi”(Francia, 2019) sulla solitudine urbana (26.10, 20:30); “Campeones” (Spagna, 2018),  sulla relazione con il diverso (2.11, 20:30); “Into the wild” (Stati Uniti, 2008) sul viaggio di scoperta (10.11, 20:30).

La decima edizione di PiazzaParola è a Lugano dal 20 al 24 ottobre nelle sale del LAC. Entrata gratuita, prenotazione obbligatoria online.
La rassegna PiazzaParola al Cinema è al Cinema Iride, il 19.10, 26.10, 2.11, 10.11. Biglietti in vendita in cassa.

Maggiori informazioni su luganolac.ch

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