“Siamo quelli giusti?” – Intervista a Lalitha Del Parente

In scena il 10 maggio al Teatro Foce per la rassegna Home, “Siamo quelli giusti” interroga con parole precise le dinamiche dell’adozione internazionale attraverso la storia di Masho. Ne parliamo con l’autrice del testo, Lalitha Del Parente.
09 Maggio 2023
di Silvia Onorato
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“Siamo quelli giusti” è uno spettacolo prodotto dalla compagnia V XX Zweetz che porta in scena l’esperienza dell’adozione internazionale. Lo spettacolo, per la regia di Caterina Filograno, è tratto da un testo scritto dall’autrice e musicista ticinese Lalitha Del Parente nel 2021 nell’ambito di “Luminanza – reattore per la drammaturgia contemporanea svizzera di lingua italiana”.

Come è nato lo spettacolo?
Il testo è nato nel contesto della prima edizione di “Luminanza” con l’intento di esplorare il tema dell’adozione internazionale. Nella stesura del testo ho deciso di capovolgere i ruoli: non sono i genitori a scegliere i bambini, bensì è una bambina, la protagonista, a scegliere i suoi genitori. Ho deciso capovolgere anche l’immaginario collettivo, per cui i genitori bianchi adottano bambini di un’altra etnia; al contrario, in “Siamo quelli giusti” sono dei genitori tutti afro-discendenti a voler adottare una bambina bianca.

Nello spettacolo viene fatto un parallelo tra l’adozione internazionale e un talent show. Come mai?
L’adozione è una di quelle tematiche che portano con sé tante domande; domande che per i figli adottivi a volte restano senza risposta anche per una vita intera. Nello spettacolo ho voluto invece mettere sotto esame i genitori: come in un talent show, infatti, si trovano a dover rispondere a tante domande, per dimostrare l’idoneità o non idoneità a essere genitori (adottivi o no), proiettando anche l’ombra delle pratiche burocratiche legate all’adozione.

Come si misura l’idoneità, la giustezza?
“Siamo quelli giusti” rimane una domanda aperta. Tutte le famiglie che vengono prese in considerazione nel talent show hanno le proprie valide ragioni per voler adottare; si parla del tema dell’infertilità, c’è una coppia lesbica, c’è una persona single. Ci sono posizioni legittime che fanno apparire genitori credibili, genitori affidabili; dall’altro queste posizioni cambiano, tanto da non permettere mai una risposta conclusiva alla domanda “siamo quelli giusti?” – una domanda che si fanno i genitori adottivi, come anche a volte anche i figli adottivi.   

Al centro della storia è Masho. Chi è?

La protagonista è una bambina venuta da lontano, che ha una sua storia e i suoi ricordi. Durante il talent show Masho cerca di parlare, ma né i possibili genitori né il programma la ascoltano veramente, anzi manipolano in qualche misura le sue risposte. Nel testo originale Masho riuscirà a farsi un’idea di quello che è stato e di quello che sarà: alla fine una strada nel mondo si deve volere, si deve cercare, e si trova.

Il testo è stato scritto nel contesto di “Luminanza”. Che esperienza è stata?
Partecipare a “Luminanza” è stata una esperienza molto bella, che mi ha dato una idea di quello che è il teatro sia in ambito italiano, sia nella più moderna scena svizzera d’oltralpe; siamo stati a Basilea, a Zurigo, siamo entrati a contatto con le tematiche e le tendenze attuali, abbiamo imparato i diversi metodi per raccontare una storia. Quello che mi è piaciuto di più è che attraverso la scrittura drammaturgica si impara ad avere una comprensione totale per i propri personaggi; e non solo per il personaggio principale che porta a termine la sua nobile missione, ma anche per i personaggi che fanno scelte meno eroiche.

“Siamo quelli giusti” va in scena il 10.05 alle 20:30 presso il Teatro Foce nel contesto della rassegna Home.
Maggiori informazioni: foce.ch

© Michela Di Savino
“Siamo quelli giusti” © Michela Di Savino

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