“Un inno al coraggio” – Intervista a Ilaria Langella, Camilla Ottonelli e Luca Spadaro

“Molla tutto” è uno spettacolo di drammaturgia collettiva ideata dalla Classe X in collaborazione con il Teatro d’Emergenza: nove performer appena diplomati in musical si confrontano con il mondo del lavoro. Lo spettacolo va in scena in prima assoluta dal 15 al 17 settembre al Teatro Foce. Incontriamo le attrici Ilaria Langella e Camilla Ottonelli e il regista Luca Spadaro.
12 Settembre 2023
di Silvia Onorato
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Molla tutto

Come è nato “Molla tutto”?
LS: Lo spettacolo è nato per iniziativa di un gruppo di ex allievi dell’Accademia di Musical che desideravano creare qualcosa con quanto avevano appreso, raccontando la propria esperienza della vita reale dopo aver concluso il percorso di formazione. Lo spettacolo è quindi una drammaturgia collettiva che parte dal confronto tra i giovani artisti sulle loro esperienze – il racconto tramite stand up dei drammi da disoccupati perenni. “Molla tutto” è quel sentimento che tutte le artiste e gli artisti provano a un certo punto della loro carriera.

Protagonisti sono nove attori di musical. Chi sono?

LS: Nove giovani artisti: Maria Teresa Ceci, Matteo Effimeri, Ilaria Langella, Beatrice Macchiavelli, Matteo Mafrici, Enea Mandolini, Camilla Ottonelli, Ettore Tognelli e Mariasole Vinante.
IL: Siamo nove allievi, e ciascuno di noi ha un vissuto diverso. Per esempio, non tutti abbiamo seguito lo stesso corso – alcuni di noi lo hanno frequentato durante il Covid, altri dopo. Alcuni provenivano da altre carriere, più sicure; alcuni non avevano l’approvazione dei genitori, altri sì; alcuni sono giovanissimi, altri hanno più esperienza – un potpourri di personalità e di vissuti.
CO: Quello che ci unisce è la passione per le arti sceniche e il desiderio di andare sul palco; con questo spettacolo ci piace offrire uno spaccato su quello che è la vita degli artisti.

I protagonisti sono accomunati dal talento, dalla passione, ma anche dalla disillusione. Come la affrontano?
LS: Nello spettacolo l’autoironia abbonda – per esempio, uno dei protagonisti spiega come invece che stare a casa a compiangersi preferisca fare delle sue disgrazie uno spettacolo e divertire lo spettatore pagante. La disillusione è qualcosa che l’artista esprime, ma poi tende a tornare in sala prove, a cercare provini, a imparare nuove parti o nuovi passi di danza. Succede di arrivare a un punto morto; il punto morto va raccontato e trasformato in qualcos’altro.

Quindi, mollare tutto o riprovare?
LS: Avendo una esperienza decennale nel campo delle arti sceniche mi è capitato diverse volte di dire “mollo tutto”. Ora penso che ci si può pure lamentare, ma poi occorre rimboccarsi le maniche e ripartire. 
CO: Il nostro è un “molla tutto” catartico, un modo per spronarsi: se ci si trova a fare qualcosa che non interessa più, permette di fermarsi e ritrovare sé stessi; è uno stimolo ad andare avanti o anche altrove, in un’altra direzione.
IL: Penso che noi attori siamo un po’ autolesionisti – ci piace un po’ farci del male. Ci sono momenti in cui è giusto andare avanti, crederci; a volte invece sarebbe opportuno dire a sé stessi “ora basta”.
LS: Lo spettacolo stesso è una manifestazione di ottimismo: non succede spesso che nove ex allievi decidano di unire le loro capacità e realizzare un progetto comune, oltre a partecipare ai provini di compagnie esterne – come è una rarità nel panorama del teatro indipendente avere sulla scena ben nove protagonisti. Lo spettacolo è un inno al coraggio che ci vuole per fare il nostro mestiere, ma anche un generale inno all’ottimismo rivolto a tutta la generazione dei giovani di oggi, che dopo una lunga formazione spesso non trovano occupazioni professionali corrispondenti alle loro aspirazioni.

“Molla tutto” va in scena il 15, 16 e 17.09 al Teatro Foce.
Maggiori informazioni: foce.ch

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