Prima edizione del Lugano Dance Project

Dal 25 al 29 maggio al via la prima edizione di Lugano Dance Project, festival di portata internazionale interamente dedicato alla danza contemporanea. La città di Lugano ospiterà al LAC e in luoghi non convenzionali tre nuove produzioni, prime internazionali e nazionali, performance site-specific, un focus dedicato alla scena coreografica elvetica, video installazioni, proiezioni, incontri e workshops.
7 Aprile 2022
di Silvia Onorato
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"Fables", Virginie Brunelle. Foto: Raphael Ouellet
“Fables”, Virginie Brunelle. Foto: Raphael Ouellet

Lugano Dance Project è una novità nel panorama ticinese e svizzero che desidera offrire al pubblico di appassionati e curiosi cinque giorni in cui approfondire, scoprire e riscoprire la bellezza della danza contemporanea. Un festival firmato LAC, alla sua prima edizione, che consolida la rete sul territorio al contempo intessendo collaborazioni internazionali e promuovendo la creazione di nuove produzioni. Un progetto culturale che però esce dalle mura del LAC ed entra nella città, portando la danza in luoghi non convenzionali.
La prima edizione ha come tema la relazione tra arte, corpo e movimento ispirata dall’esperienza del Monte Verità negli anni Dieci del Novecento. Nato nel contesto del movimento Lebensreform – volto a ricercare una terza via oltre al capitalismo e al comunismo – il Monte Verità ospitava una comunità internazionale di artisti e pensatori, una micro-società sostenuta da forti ideali tra cui spiccava il ritorno alla natura in tutti i campi del sapere e della vita. Presso il Monte Verità il danzatore e coreografo ungherese Rudolf Von Laban sperimentò le sue pratiche di movimento nello spazio in un rapporto diretto con la natura, per poi diffonderle in tutto il mondo, rendendo il Monte Verità uno dei luoghi di nascita della danza moderna.
Una esperienza che il Lugano Dance Project ricorda e, leggendone la grande modernità, propone come stimolo per l’arte contemporanea: il tema dell’accudimento del corpo e della natura, come quello del ritorno al corpo in quanto relazione con l’altro, emergono nelle tre produzioni originali che verranno presentate durante il festival.

"Shadowpieces", Cindy Van Acker. Foto: Thomas Bohl
“Shadowpieces”, Cindy Van Acker. Foto: Thomas Bohl


Il programma di Lugano Dance Project parte con una anteprima il 25 maggio, “Tanzfaktor”, focus biennale che Reso (Rete Danza Svizzera) dedica alla diffusione e al sostegno dei giovani della scena coreografica. Sul palco del Teatro Foce andranno in scena quattro spettacoli di quattro giovani compagnie (25.05, 20:30, Teatro Foce). Protagoniste di Lugano Dance Project sono tre nuove produzioni a cura di tre coreografe. La prima andrà in scena il 27 maggio presso la Sala Teatro del LAC: “Fables” della coreografa canadese Virginie Brunelle, interpretata da dodici ballerini e da un musicista che suonerà dal vivo. Virginie Brunelle porta in scena una riflessione su utopia e ideologia, analizzando il legame tra coreografia e favola, una sequenza di quadri che ospitano in spazi fantastici archetipi femminili contemporanei, ambientata in un’epoca storica complessa (27.05, 20:30, Sala Teatro – LAC). La seconda produzione originale è “A Space for All Our Tomorrows”, della coreografa statunitense Annie Hanauer. Tre danzatori (inclusa la coreografa) e un musicista dal vivo propongono una ricerca dell’utopia nel movimento del corpo in relazione alla disabilità (28.05, 20:30, Teatro Foce). La coreografa ticinese Lea Moro firma la terza produzione originale, “Another Breath”, che porta in scena il processo vitale del respiro come mezzo corale e coreografico, ma anche come gesto politico del condividere l’aria con gli altri (29.05, 15:00, LAC Palco Sala Teatro). Il pubblico può incontrare le tre coreografe durante tre Caffè d’artista, per un momento di conversazione. Appuntamento con Virginie Brunelle, in dialogo con Marisa C. Hayes (28.05, 09:30, Lido Riva Caccia), Annie Hanauer in dialogo con Lorenzo Conti (29.05, 10:00, Lido Riva Caccia), Lea Moro in dialogo con Katia Vaghi al termine dello spettacolo (29.05, 16:30, Luini 6 Bistrot).

"Divine Cypher", Ana Pi. Foto: Daniel Nicoalevsky Maria
“Divine Cypher”, Ana Pi. Foto: Daniel Nicoalevsky Maria


Performance site-specific, incontri e proiezioni animeranno diversi luoghi della città: “Suite Zero” progetto coreografico e musicale di Simona Bertozzi e Claudio Pasceri propone un dialogo tra violoncello e corpi (26 e 27.05, diversi orari, LAC Agorà). Il MASI per la prima volta apre le porte alla danza per ospitare “Monumentum the second sleep”, assolo con cui Cristina Kristal Rizzo dà un tributo alla potenza della vita con la danzatrice Megumi Eda (27 e 28.05, diversi orari, MASI-LAC).  La coreografa brasiliana Ana Pi porta al Palazzo dei Congressi una conferenza danzata che ripercorre una geografia della danza di strada, dedicata a un pubblico a partire dai 10 anni (“Le tour du monde des danses urbaines en dix villes”, 26.05, 17:30, Palazzo dei Congressi); Ana Pi è anche protagonista di “The Divine Cypher”, lavoro realizzato in forma di road movie sulle danze haitiane (27.05, 17:00, LAC Teatrostudio). Il cantiere della Società Navigazione di Lugano ospita il progetto di Cindy Van Acker intitolato “Shadowpieces”: quattro assoli che suggeriscono ascolto, empatia, sintonia (27 e 28.05, vari orari, Sede Società Navigazione di Lugano). In Piazza Luini si ballerà hip-hop con Muhammed Kaltuk grazie a “Ta Fête, A Cypher ritual” (28.05, ore 22:45, LAC Piazza Luini). La coreografa ticinese Lorena Dozio presenta “Audiodanza. Come un salto immobile trattengo il respiro”, un dialogo in tempo reale tra il suo corpo e la scena (29.05, vari orari, LAC Teatrostudio).
Due sono le tavole rotonde che riuniranno esperti del settore: “Auditores, Spectatores, Communitas: La cura delle persone nel mondo della danza” per riflettere insieme a esperti del settore sul ruolo della danza, dell’arte e della cultura nel nostro tempo  (26.05. 14:00, Villa Ciani). Il ruolo delle donne nella danza è il tema della seconda tavola rotonda, “Notes on Choreography and Women work. How we have changed” (27.05, 14:00, LAC Sala 1). Due sono invece i workshops per professionisti e studenti di danza con Cindy Van Acker e Muhammed Kaltuk.
Piazza Luini ospiterà l’opera di videomapping della coreografa e regista canadese Caroline Laurin-Beaucage “Rebo(u)nd”, che risulterà visibile a chiunque passerà per la piazza dal 26 maggio. Infine, Lugano Dance Project proporrà tre proiezioni del film documentario “Freak Out!” del regista svedese Carl Javér, che ricostruisce la storia del Monte Verità (28 e 29.05, vari orari, LAC Sala 4).

La prima edizione di Lugano Dance Project avrà luogo dal 25 al 29 maggio.
Maggiori informazioni su luganolac.ch

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